Discarica, il Comune ricorre Deciderà il premier Conte
Il sindaco Palazzi invia al Governo una “opposizione” formale e riapre la partita «Rischi idrogeologici e sismici sottovalutati dalla Conferenza dei servizi»
FINALE. Il Comune di Finale ha presentato una opposizione al Consiglio dei Ministri, che tornerà ad occuparsi ufficialmente della questione nuova maxi-discarica. Il Governo - questa volta nella persona del presidente del Consiglio Giuseppe Conte - torna così ufficialmente in pista, per la terza volta in poche settimane.
Ad avviare il nuovo iter un ricorso di sedici pagine che il sindaco Sandro Palazzi ha messo a punto con l’ufficio legale di cui si serve il Comune. Ricorso che, in sostanza, chiama in causa la legge numero 124 del 2016, in base alla quale “avverso la determinazione motivata della Conferenza di servizi, entro 10 giorni dalla sua comunicazione, le amministrazioni preposte alla tutela... della salute e della pubblica incolumità dei cittadini possono proporre opposizione al Presidente del Consiglio dei Ministri, a condizione che abbiano espresso in modo inequivoco il proprio motivato dissenso prima della conclusione dei lavori della conferenza”.
Il Comune di Finale, nella sua articolata opposizione, datata 9 febbraio, spiega che la legge da applicare al caso di specie è quella del 2016, poiché l’iter della discarica, che è più datato, è stato riattivato nel corso delle vicissitudini burocratiche. Non solo: si richiama il ruolo del sindaco quale tutore, per legge, della salute e della pubblica incolumità sul suo territorio, e si ricorda che alla conferenza dei Servizi, del 31 gennaio, Sandro Palazzi aveva espresso, appunto, un dissenso motivato contro il progetto presentato da Feronia, in realtà sostenuto da Sorgea, Hera, Regione, e non solo. Il progetto dovrebbe concentrare a Finale, nell’area della ex discarica, una quantità elevata di rifiuti (1,3 milioni di tonnellate, per lo più rifiuti speciali industriali non pericolosi) provenienti da tutta la regione e oltre.
La mossa del Comune, ora, spiega meglio il recente viaggio del sindaco a Roma, all’indomani del contestato via libera, a maggioranza, da parte della Conferenza dei Servizi che si è tenuta a Modena, presso la sede di Arpae. Viaggio a Roma (il secondo, dopo la lapidaria risposta tecnica con cui un ufficio legale presso il Governo aveva rimandato gli atti a Modena) necessario a mettere a punto questa opposizione del Comune.
Parallelamente, l’amministrazione ha sempre dichiarato l’intenzione di proporre ricorso al Tar (c’è un tempo di 90 giorni), anche se questo tipo di azione nei tribunali amministrativi non garantisce affatto sentenze favorevoli.
Ma cosa afferma l’opposizione del Comune per contestare la Conferenza dei servizi e la Regione (da cui si attende l’atto di via libera tecnico per far partire i lavori della discarica)?
Anzitutto si richiama il “Progetto Resilience”, un recente studio sulla conclamata pericolosità alluvionale dell’area prescelta per la discarica. «È evidente che l’emergere di questa nuova informazione modifica la situazione e si rafforza la convinzione della pericolosità del progetto», scrive il ricorso a firma del sindaco. Poi c’è la “criticità sismica”, a proposito della «compatibilità della discarica in relazione alle mutate e più gravi e pericolose condizioni di sismicità dell’area in oggetto».
Siamo infatti a poche centinaia di metri dall’epicentro del sisma del 20 maggio 2012 e non lontano da zone soggette a fenomeni sismici di liquefazione. —
A. SE
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