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Giovane con il morbillo va al Pronto Soccorso In 20 subito vaccinati

Alfonso Scibona
Giovane con il morbillo va al Pronto Soccorso In 20 subito vaccinati

Sono medici, infermieri, i familiari del 30enne malato e le persone che erano in sala d’attesa per essere visitate

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Morbillo al Pronto Soccorso dell'ospedale di Sassuolo. L'altra sera un giovane trentenne, si è presentato al nosocomio di via Ruini per una visita che ha portato i sanitari di turno ad ipotizzare che l’uomo abbia contratto il virus del morbillo. Dopo la prima visita è scattato il protocollo che prevede la profilassi per tutti coloro che sono stati a diretto o indiretto contatto con il giovane.

«La profilassi – dicono dall'ospedale – è stata avviata dall'Ausl anche per il personale che in quel momento era al lavoro e di turno al Pronto Soccorso. Si tratta di due medici, di un operatore sanitario (Oss) e di tre infermieri. Tutti si sono già sottoposti alla vaccinazione di richiamo e possono stare tranquilli nel momento in cui venisse confermato, dai risultati degli esami, che si trattava davvero di morbillo».

Ma le conseguenze non sono solo per il personale medico del Pronto Soccorso. Gli ignari cittadini che in quelle ore (indicativamente tra le 20.30 e le 24) hanno sostato nella sala d'attesa dello stesso Pronto Soccorso ed i loro familiari sono stati allertati direttamente dalla struttura. «Sono stata raggiunta da una telefonata – racconta il giorno dopo M.G., una donna che era in attesa di una sutura e delle cure accessorie dopo una caduta – che mi avvertiva della presenza di qualcuno che avrebbe potuto avere contratto la malattia. Nella chiamata mi si chiedeva di presentarmi a inizio settimana per venire vaccinata. Sono contenta di questa azione preventiva e spero che tutti siano stati avvertiti. Da parte mia ho anche segnalato che mio fratello è stato per qualche tempo in sala d'attesa con me e se fosse il caso di chiamarlo per il vaccino...». Da parte dell'ospedale sono state segnalate una dozzina di persone che erano in attesa nella sala del Pronto Soccorso, dove si trovava il giovane con il sospetto morbillo.

«Tutte le persone che erano state registrate ed in attesa di una prestazione – hanno fatto sapere dall'Ausl – sono state chiamate e sottoposte a profilassi. Abbiamo anche avvertito i familiari della persona in questione affinché, sempre a titolo cautelativo, venissero sottoposte al trattamento di prevenzione. Dall’inizio dell’anno sono già stati quattro i casi accertati di morbillo e a questi se ne aggiungono due che al momento non sono però ancora confermati.

Per tutti i casi segnalati sono state effettuate le necessarie indagini epidemiologiche per l’individuazione dei contatti, ai quali, anche in assenza di conferma del sospetto diagnostico, viene offerta la vaccinazione».

Il morbillo è una malattia infettiva molto contagiosa che colpisce spesso i bambini tra 1 e 3 anni, per cui viene detta infantile, come la rosolia, la varicella, la pertosse e la parotite. Una volta contratto, il morbillo dà un’immunizzazione “teoricamente definitiva”, quindi non ci si ammalerà più per l’intera durata della vita. Il morbillo non ha sintomi gravi, provoca principalmente un’eruzione cutanea, simile a quelle della rosolia o della scarlattina. I primi sintomi sono simili a quelli di un raffreddore (tosse secca e congiuntivite) con una febbre che diventa sempre più alta. In seguito appaiono dei puntini bianchi all’interno della bocca e dopo 3-4 giorni, è visibile l’eruzione cutanea caratteristica (esantema), composta di piccoli punti rosso vivo, prima dietro le orecchie e sul viso, e poi su tutto il resto del corpo. La durata della malattia è mediamente di due settimane. —



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