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Il vescovo Castellucci e una chiesa gremita accolgono don Marek

D.M.
Il vescovo Castellucci e una chiesa gremita accolgono don Marek

Il 38enne polacco Kolbuch è il nuovo sacerdote di Montebaranzone, Varana, Montegibbio e Pescarola Arriva da San Felice

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PRIGNANO. Più di 250 persone e tanta emozione sabato nella chiesa di Montebaranzone (Prignano) per l’ingresso del nuovo parroco, il polacco don Marek Kolbuch, che ha assunto le redini di un’impegnativa Unità pastorale a cavallo di tre Comuni, visto che comprende anche Montegibbio (Sassuolo), Pescarola (ancora Prignano) e Varana (Serra). La celebrazione, presieduta dal vescovo Erio Castellucci, ha visto la presenza di sacerdoti da tutta la diocesi (tra cui don Marek Denisiuk, l’indimenticato parroco polacco di Serra) e una fitta presenza istituzionale con i sindaci Valter Canali (Prignano), Claudio Bartolacelli (Serra) e l’assessore Antonella Vivi per Sassuolo.

Tutti a festeggiare questo giovane presbitero (38 anni) che negli ultimi tempi è stato “in prova” in queste parrocchie «in un periodo di fidanzamento» come l’ha chiamato don Erio.

«Quando gli ho chiesto come andavano le cose lui mi ha detto “benissimo”, allora abbiamo pensato di celebrare il matrimonio» ha sottolineato il vescovo.

Capace e dinamico, don Marek si situa appieno nella tradizione dei sacerdoti polacchi “lanciati” sotto il pontificato di Giovanni Paolo II che sono stati particolarmente preziosi in questi anni per la Diocesi. Ordinato nel 2006, è andato prima missionario in Giamaica, poi è approdato come cappellano per tre anni a San Felice, lasciando un ricordo splendido: «Al tuo arrivo dalla Giamaica sapevi solo il polacco e l’inglese – hanno ricordato i suoi ex parrocchiani – ma tu non ti sei perso d’animo: hai detto che in due mesi volevi imparare l’italiano, anche i congiuntivi imperfetti, e ci sei riuscito. Sei stato giusto ed esigente in questi anni nelle tue richieste: ci hai insegnato che servono cristiani caldi nella fede, non tiepidi. Grazie per tutto quello che hai fatto per noi e soprattutto per i ragazzi, gli scout e i più piccoli. Ci mancheranno la tua presenza, le tue parole, la tua capacità di ascolto. Una volta hai detto che il Signore ci ha piantato nel posto dove ci troviamo e lì dobbiamo fiorire. Tu sei stato piantato e trapiantato, e sei già un bel fiore: siamo certi che il Signore ti farà ancora più bello. Noi sanfeliciani diciamo a voi fratelli che ora l’accogliete: pregate per lui, aiutatelo, vogliategli bene. E volergli bene non è difficile».

«A Varana abbiamo avuto sempre grandi parroci – ha sottolineato Eugenio Orlandi – ricordo don Giuseppe che dopo la messa metteva la tuta da muratore per lavorare al santuario, e don Francesco a cui ci siamo affezionati subito, sperando sempre che potesse sconfiggere la malattia. In questi primi tempi con noi tu, don Marco, hai già dimostrato di saper essere vicino a tutti e di voler coinvolgere tutti: ti vogliamo già bene e pregheremo perché tu possa restare tanti anni».

«Dico solo due parole perché sennò me lo fate “Santo subito” – ha scherzato il vescovo Castellucci – credo che don Marek potrà dare un contributo importante in questi luoghi anche per la sua esperienza missionaria, che gli ha insegnato cosa vuole dire essere Chiesa in modo essenziale. In montagna l’essenzialità ce l’avete nel sangue quindi non sarà difficile intendervi e fare un buon cammino insieme». —

D.M.

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