Gazzetta di Modena

Modena

in via Sant’Eufemia 

Crolla un pavimento a Palazzo Solmi Ferita una donna Evacuate 8 persone

Saverio Cioce
Crolla un pavimento a Palazzo Solmi Ferita una donna Evacuate 8 persone

La causa più accreditata è quella di ripetute perdite d’acqua che avrebbero finito per indebolire le strutture portanti 

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Uno schianto improvviso e il pavimento della stanza al primo piano cede facendo precipitare una donna filippina di 21 anni tra i detriti e i mattoni del pavimento.

Nel piccolo appartamento di via Sant’Eufemia è subito il caos con gli occupanti che si mettono a gridare temendo crolli peggiori e i vicini che accorrono per prestare i primi soccorsi. In pochi minuti, poco dopo le 19.30, la parte posteriore del Palazzo Solmi, a due passi dall’università e dalla ex caserma dei carabinieri, brulica di mezzi di soccorso. I Vigili del Fuoco si muovono speditamente, risalgono la scala, spostano i rottami muovendosi con accortezza sul bordo del pavimento.

Altri colleghi restano di sotto per verificare che nell’androne del fabbricato non si aprano crepe. È proprio lì all’entrata, nella settecentesca volta a crociera su cui poggia una parte dell’appartamento, che la macchia di bagnato e l’intonaco marcito indicano la più probabile causa dell’incidente. «Sono almeno venti mesi che andiamo avanti con le sollecitazioni per far terminare le perdite d’acqua», dice cupo l’amministratore del condominio mentre una parte degli inquilini raccoglie in borse della spesa e negli zaini quelle poche cose che riescono a mettere insieme. Sono filippini, come testimoniano i due cognomi sul campanello e i primi a essere stati messi al sicuro sono stati i loro bambini.

«Per le prime sere troviamo una sistemazione in albergo per tutti e otto - dice l’assessore Irene Guadagnini, che è rimasta assieme al collega Andrea Bosi fino al termine delle operazioni - Nei prossimi giorni cercheremo un appartamento per una sistemazione provvisoria sino a che non verrà messo in sicurezza l’appartamento. In quelle condizioni non possono restare lì».

Più facile a dirsi e che a farlo. Il cedimento ha finito per trascinare nel crollo anche le assi e il riempimento della semicupola sottostante. Già ieri sera attorno alle 21 l’amministratore Ferrarini, titolare di un avviato studio di gestioni condominiali, era riuscito a trovare una ditta per sistemare il consolidamento del voltone d’entrata, in modo da consentire l’accesso ai piani superiori per gli altri inquilini, garantendo al tempo stesso la stabilità permanente della scala. Anche il sindaco Muzzarelli, arrivato assieme agli assessori, si è fatto un’idea sul posto di quanto era accaduto.

Nella cinquantina (almeno) di appartamenti in cui è stato diviso l’antico palazzo nobiliare, anche il Comune ha diverse unità immobiliari.

In totale sono cinque i condomini che si suddividono l’amministrazione dell’intero complesso; occupa un intero fabbricato, ma le case effettivamente occupate sono solo la metà. Molte sono vuote, abbandonate a se stesse, perché la risistemazione è molto costosa e non avrebbe nessun ritorno economico per l’affitto o la vendita.

Mentre le operazioni di messa in sicurezza continuavano, il proprietario guardava sconsolato l’appartamento, mostrando ai vicini le condizioni decorose in cui quattro anni fa ha affittato l’appartamento. «Ho registrato il contratto, tutto regolare - dice mentre scorre le immagini dei locali sul telefonino - con le foto e tutto il resto. Ho fatto certificare anche impianti elettrici e idraulici, due anni fa ho messo la caldaia a gas nuova. E adesso mi hanno ridotto così tutto l’appartamento». —





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