E passo dopo passo Antonio ha percorso settemila chilometri
L’impresa di Miozzo, 70enne ex tecnico della Marazzi «In pensione ho scoperto le camminate e scritto 33 libri»
Trentatré volumi, rigorosamente scritti a mano, ognuno composto da 200, 300 400 pagine, frutto di 7mila chilometri percorsi a piedi lungo le strade del nostro territorio, ma anche di meditazione, riflessioni, filosofia di vita. Questa la sintesi di un’opera colossale, mai pubblicata (e che mai lo sarà) da Antonio Miozzo, settantenne ex tecnico della ceramica Marazzi, in pensione da 25 anni.
«La passione per la scrittura - racconta il protagonista di questa storia - non l’ho mai avuta. Quando sono andato in pensione però, mi sono chiesto che cosa avrei potuto fare. E ho fatto la mia prima passeggiata. Alla fine ho messo nero su bianco alcuni appunti e, pagina dopo pagina, sono diventati un volume da centinaia di pagine».
Sposato con Pasquina, padre di due figli, Paolo e Alessandro e nonno di Giacomo, Matteo e Stefano, Miozzo tra le sue destinazioni c’è anche Fontanaluccia, dove c’è Casa Bernardi: qui è nata la moglie. Miozzo si è recato qui, ala casa natale della moglie, in pù di 20 occasioni.
«Le prime volte partivo alle 4 del mattino e mia moglie mi seguiva verso le 8, in macchina - dice Miozzo - e quando mi raggiungeva venivo invitato a salire in auto, ma rifiutavo e le dicevo di andare avanti e preparare il pranzo, che consumavamo verso le 16/17, quando arrivavo. A Casa Bernardi ho dedicato un volume di 400 pagine con la storia e le storie degli abitanti».
La sua bibliografia non riguarda solo i 7mila chilometri percorsi a piedi. Comprende argomenti anche molto differenti tra loro.
«Oltre alle mie camminate racchiuse in due volumi più quello di Fontanaluccia - prosegue - ho scritto due libri da 400 pagine sui miei primi 40 anni; un volume sui miei primi 25 anni da pensionato; su quelli che ho definito “miracoli” accaduti nel corso della mia esistenza; tre sul pontificato dei Papi dal 1938 ad oggi; sei da 200 pagine su “Gesù è nato 2000 anni fa: cosa sarebbe successo se non fosse nato?”; un libro sulla visione del mondo visto dalla luna. Ci sono poi 10 volumi fotografici sulla mia famiglia, in particolare sui miei figli e i miei nipoti».
Scrivere a mano, poi tutto è stato trasferito a computer, stampato e rilegato, è stata una esperienza unica, che fa di Miozzo, un “termotecnico”, come lui stesso si è sempre definito, un personaggio che lo distingue da una massa nella quale non si identifica, coloro che in pensione non fanno nulla. Le storie della sua vita, in particolare, sono pagine di realtà intrisa di ricordi cruenti.
«Nei miei primi 40 anni - conferma il settantenne - inizio con un ricordo incancellabile: in braccio alla mamma, all’età di 2 anni, alla stazione di Castelnuovo di Sotto, che salutavo piangendo mio padre fatto salire su un carro merci e deportato in Germania. I Papi, invece, mi hanno incuriosito vista la grande presenza di Francesco in giro per il mondo, il suo modo di parlare semplicemente alla gente, di essere uno di noi. E allora ho pensato di ripercorrere la storia degli ultimi 80 anni dei pontefici. Il volume che ho titolato “Il mio museo” non è altro che il racconto dei miei nonni e altri parenti che ho voluto mettere su carta prima che entrassero nel dimenticatoio e per onorarne la memoria. Non ci saranno pubblicazioni di sorta di questi volumi». —
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