«Export in crescita nell’abbigliamento? È vero ma soltanto per i grandi marchi»
Imprenditori e dirigenti di associazioni del distretto moda: «I colossi fanno eccezione e i medio-piccoli soffrono»
I dati consuntivi per il 2018 sulle esportazioni pubblicati dall’Istat hanno sorpreso non poco l’ambiente del distretto carpigiano moda-abbigliamento. L’Istat annuncia, nell’ambito di un’annata in linea generale caratterizzata da segni negativi, che i settori più positivi sono il tessile abbigliamento, pelli e accessori con una crescita del 3,3% sull’anno precedente.
La sorpresa deriva dal fattonche i dati del distretto carpigiano, che di certo non ricopre un ruolo secondario in ambito nazionale, fanno prevedere un bilancio 2018 negativo per le esportazioni, in linea con i primi tre trimestri, tutti connotati da cali evidenti nel confronto con il 2017.
Maurizio Setti, importante imprenditore carpigiano titolare del marchio Manila Grace, è molto scettico su questi dati: «Non riesco proprio a dare una spiegazione a questi numeri - dice Setti - Io sono invece d’accordo con chi dice che è un momento difficile per l’export. In alcuni Paesi, soprattutto europei, chi più chi meno ma in generale si registrano delle flessioni, penso alla Grecia e soprattutto alla Russia».
Una spiegazione, per molti versi convincente, riesce viceversa a fornirla Marco Marchi, alla guida di un brand di massimo livello quale Liu Jo: «Io parlo per una realtà circoscritta, quella che riguarda la mia azienda - afferma Marchi - e devo dire che in effetti nel 2018 c’è stata una crescita delle esportazioni, il nostro fatturato si è spostato ancor più verso l’export rispetto al mercato domestico. Ma non è vero che i dati generali psitivi sono determinati solo dai grandi fatturati delle aziende di maggiori dimensioni. Non è una questione di fatturati ma di missione, di progetto. Oggi il cosiddetto private label, di chi lavora per marchi di altra proprietà, nrel distretto carpigiano si ridimensiona sempre più sia come fatturati sia come numero di pezzi. Venti anni fa in quest’area c’erano 3.200 aziende, ora sono meno della metà. È un processo ancora in atto: per ragioni legate alla valuta e al costo del lavoro i grandi marchi si rivolgono altrove e così si spiega la scomparsa di tante micro imprese. In sintesi la crescita delle esportazioni riguarda i grandi marchi, le imprese più strutturate, che fanno segnare numeri positivi».
Interessante l’opinione di Marco Gasparini, imprenditore e presidente di Cna Federmoda Modena, che in buona misura va a confermare quanto detto dal titolare di Liu Jo: «Se le statistiche si basano sui fatturati - dice Gasparini - capisco che ci possano essere indicatori positivi ma tutti i medio piccoli in realtà sono in calo o comunque fanno segnare una sostanziale stabilità. Poi va detto che vengono accorpati anche i prodotti in pelle e accessori e questi non sono realizzati nel distretto carpigiano. La verità è che noi nelle prossime settimane dovremo riunirci per valutare come affrontare questa fase difficile, prevedibile anche per il 2019. In altre realtà italiane come Prato o Napoli si produce in maniera diversa e a costi differenti. Nel distretto si cerca comunque di produrre nel rispetto della legalità».
Un altro imprenditore, Sauro Degli Esposti del marchio Le Fate, non è convinto dai dati Istat: «In realtà sta diventando sempre più difficile esportare mel mondo, politica e realtà economica si evolvono con rapidità micidiale e per stare sul mercato occorre la continua capacità di rinnovarsi. Noi nel 2018 non siamo andati male ma è vero che su certi mercati europei, per non parlare della Russia che per noi è molto importante, le difficoltà aumentano. Noi però non molliamo e il cliente andiamo a cercarlo sul posto».
È più o meno sintonizzato sulla stessa lunghezza d’onda anche Carlo Alberto Medici di Lapam Moda: «Che i grandi marchi possano essre in crescita nell’export è credibile, molto meno lo è se ci si riferisce alle realtà medio-piccole del settore. E fra queste è più in difficoltà chi non esporta ». —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google
