Gazzetta di Modena

Modena

FIORANO 

Oltre 300mila mq di amianto sono già stati bonificati

Eleonora Alboresi
Oltre 300mila mq di amianto sono già stati bonificati

Ultimata la mappatura degli immobili che hanno coperture con questo materiale Ne resta da togliere un mezzo milione. La soddisfazione del Comune e dell’Ausl

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Nel 2018 è stata smaltita e bonificata una quantità di amianto pari all’insieme di quella smaltita nei tre anni precedenti. Questo, ma non solo, il dato interessante sui progressi del progetto “Asbestos Free”, partito alcuni anni fa a Fiorano con la mappatura ed il censimento delle coperture in materiali contenenti amianto presenti sul territorio. L’andamento, ad oggi, appare decisamente positivo, con più di 300mila mq bonificati sugli oltre 850mila censiti; risultato tale da rendere l’obiettivo di avere un Comune libero da amianto non così lontano da raggiungere. Partner fondamentale del piano, l’Azienda Usl di Modena, che collabora con il Comune prevalentemente attraverso il Servizio di Prevenzione e Sicurezza negli ambienti di lavoro, con sopralluoghi nelle strutture, per lo più industriali, considerate maggiormente a rischio. In particolare, l’accordo previsto per il triennio 2018-2020 stabilisce che vengano effettuati 60 controlli, numero corrispondente a circa il 10% delle strutture censite, negli edifici con coperture di più ampia estensione, quelli più prossimi a realtà sensibili (come per esempio il centro storico) e quelli in cui sono avvenute eventuali segnalazioni di pericolo. «Dai 20 controlli effettuati nel 2018 – ha spiegato Davide Ferrari dell’Ausl – si è potuto verificare che nella maggior parte dei casi era stata messa in atto una politica soddisfacente di monitoraggio dello stato di conservazione delle coperture, secondo quanto previsto dalla normativa. Il progetto avviato a Fiorano favorisce un maggior ricorso allo strumento della rimozione, scelta senz’altro prioritaria nella riduzione ed eliminazione del rischio». Ad avere un ruolo chiave nella buona riuscita del progetto, anche le associazioni di categoria, che si sono impegnate per farsi promotrici nella sensibilizzazione dei loro iscritti. «Non tutti sanno – ha proseguito Ferrari – che dal 1994 vige il divieto di utilizzo di amianto ed è previsto che tutti gli edifici ad utilizzo collettivo, dalle scuole alle industrie, ma anche i condomini, debbano seguire un programma di controllo e manutenzione che, se assente, può portare a sanzioni anche pensanti per la ditta o l’ente in questione. Come Azienda Usl siamo stati molto felici di sottoscrivere questo protocollo, in linea con la mission regionale che prevede, per quanto riguarda l’amianto, di programmare e definire strategie per promuoverne la bonifica». Un impegno comune verso la stessa direzione, che rende la città non solo virtuosa, ma anche orgogliosa. «Quando si parla di argomenti seri che riguardano la salute dei cittadini – ha dichiarato il sindaco Francesco Tosi – la collaborazione è tra gli elementi più importanti per poter arrivare ad una risoluzione definitiva del problema, e capire che da soli le possibilità di riuscita diminuiscono apre la porta a nuove possibilità. Il nostro progetto non è stato pensato per essere realizzato a spot ma è stato ideato in modo che, una volta impostato, potesse andare avanti con le proprie gambe. Inoltre, non ha mai voluto presentarsi come un mezzo coercitivo, ma come una modalità per vivere bene rispettando la salute e le esigenze di tutti. Molte aziende in questi anni hanno subito lavori di ristrutturazione e ciò ha sicuramente contribuito in maniera positiva al nostro obiettivo. È verosimile, vista la situazione attuale, ipotizzare che in alcuni anni si possa risolvere completamente il problema delle coperture in amianto». —

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