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Vignola. Selmi, Adele, Sigismondo... Un affresco dell’Ottocento che parla d’amore e patria

Michele Fuoco
Vignola. Selmi, Adele, Sigismondo... Un affresco dell’Ottocento che parla d’amore e patria

Sabato alle 15 in sala consiliare un volume della Marcellan Accurato studio dell’Italia politica mediato da affetti familiari

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VIGNOLA- È stato un vero patriota Francesco Selmi che a Reggio Emilia appoggiò l’insurrezione scoppiata nel marzo 1948. Con la fuga del duca Francesco V, si instaurarono i governi provvisori a Modena e Reggio e lo scienziato vignolese partecipò a pubbliche assemblee, figurò come uno dei principali animatori del Circolo politico locale e contribuì a fondare il “Giornale di Reggio” di cui diventò direttore. Ma, come ricorda il ricercatore Piero Venturelli, a seguito della vittoria degli Austriaci sui Piemontesi nella Battaglia di Custoza della Prima Guerra d’Indipendenza, Selmi lasciò Reggio il 25 luglio e, con altri patrioti decise di cercare rifugio a Torino, capitale del Regno di Sardegna.

Con l’armistizio del 9 agosto il famoso chimico e letterato rifiutò l’amnistia concessa agli insorti del Ducato, non accettò la pensione che il governo sabaudo dava agli esuli e chiese di poter lavorare: fu nominato professore di fisica, chimica e meccanica al Collegio nazionale. Forte l’impegno politico, tanto che la sua abitazione torinese diventò punto d’incontro di esuli e nel 1959 Selmi ebbe l’incarico di promuovere l’insurrezione nel Ducato di Modena.

A Torino cominciò a frequentare uno dei più importanti salotti, quello di Olimpia Rossi Savio che divenne presto intima amica di Francesco e sua moglie Maria, anche perché abitavano nello stesso palazzo. Intensi i legami di stima, amicizia e riconoscenza nei confronti dei coniugi Selmi, come si riscontra nel poderoso volume “Cara Adele, caro Sigismondo.

Millerose fu cominciamento di un sogno… Carteggio Savio-Castromediano (1859-1905), a cura di Maria Alessandra Marcellan (Mario Congedo Editore) che sarà presentato sabato, alle 15, nella sala consiliare del Comune di Vignola, con interventi del sindaco Pelloni, di Venturelli, di Andrea Santonastaso e Marcello Graziosi, della Marcellan e di Giovanni Bartoli, ultimo discendente di Francesco Selmi.

Nel libro sono riunite tutte le lettere scambiate tra Sigismondo Castromediano, esule salentino, reduce di oltre 10 anni di carcere nelle prigioni borboniche, e l’amata Adele Savio, figlia di Olimpia, grazie alla ricerca della Marcellan, studiosa dell’Ottocento italiano, che ha condotto la ricerca nella Biblioteca comunale Selmi di Vignola. «Attraverso la storia privata dei due innamorati - dice la ricercatrice - il libro racconta la storia della nostra Italia, con gli esuli che animavano Torino e le conferivano nuova linfa e vitalità, entrando pure nella vita pubblica. Nel corposo epistolario è toccante il sentimento di amicizia tra Selmi e i Savio che avevano perduto in guerra due giovani figli, per i quali il vignolese si fece promotore, per alleviare il dolore dei genitori, di un comitato di ricordi, con il conio di due medaglie».

La Marcellan è rimasta piacevolmente colpita per l’accoglienza a Vignola, dove ha condotto ricerche e approfondimenti. «Dalla Biblioteca - dice - mi è stata offerta la possibilità di consultare l’importantissimo Fondo Selmi e di conoscere di persona l’ultimo discendente del grande scienziato, il maestro Giovanni Bartoli, che mi ha consentito, con grande libertà, di accedere al suo archivio privato, ricco di documenti preziosi. Tra questi, di particolare valore sono stati il carteggio tra Maria Selmi e Olimpia e Adele Savio. Ho poi scoperto che l’amicizia tra le due famiglie è stata ad un passo dall’approdare ad un matrimonio fra uno dei ragazzi Savio e una figlia di Selmi». —


 

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