A Palazzo Solmi fu ospite Napoleone Bonaparte E nel ’45 la Perla Azzurra
Palazzo Solmi? Oggi diviso in più di 50 piccoli appartamenti, con i pavimenti che cedono per perdite d’acqua, è solo l’ombra dello splendore che ne fece tre secoli il più bel palazzo della capitale estense.
Quando fu costruito, a metà del 1500, doveva simboleggiare la potenza dei Bellentani e dei Rangoni, che fecero poi a gara per arricchire lo scalone monumentale e la grande sala centrale che rivaleggiava con il Palazzo Ducale. Nel 1796 Napoleone e i suoi generali sfruttarono la sua posizione strategica per metter lì la sede del quartier generale, una volta conquistata Modena. A Palazzo Solmi si preparò il primo congresso della Repubblica Cispadana e fu scritta la Costituzione del futuro Stato. Con la nascita della Repubblica Cisalpina, si riunì sempre lì il governo del Dipartimento del Panaro, che comprendeva gli ex Stati Estensi. Il tricolore rosso, bianco e verde venne sventolato per la prima volta come simbolo del nuovo Stato dal balcone sulla via Emilia.
Ma nella memoria dei modenesi più anziani quel palazzo rimane nel cuore come luogo dei primi amori. Li aveva sede il Dancing Perla Azzurra, dove i giovani del 1945 si ritrovavano per ballare i primi boogie woogie, ascoltando swing e jazz, vietati sotto il fascismo.
Tanti amori sono nati in quel palazzo già allora molto malconcio, utilizzato come ricovero per sfollati e famiglie senza casa. L’ uscita posteriore di S.Eufemia, dov’è avvenuto il crollo, fu testimone dei primi baci furtivi di tanti fidanzati, finalmente liberi dai genitori. La fama del Perla Azzurra fu tale che diede il nome anche a un locale a Milano Marittima. In seguito la Sala degli Specchi, vanto dell’edificio, si appannò sempre più.
Il dancing sparì, lasciando spazio al cinema Vittoria e poi all’Ambra, ospitando film in seconda visione, con biglietti a basso prezzo e pellicole già viste nelle grandi sale.
Oggi la parte anteriore appartiene al Demanio, che l’ha restaurata tramite la Sovrintendenza anche se non completamente. Un’altra parte, che fa capo a una società fallita, è stata messa all’asta cinque mesi fa per poco più di 200 mila euro. Il Comune dal canto suo ha chiesto di entrare in possesso, gratuitamente, dei primi 2 mila metri rimessi a nuovo nel 2015 dopo che lo Stato aveva speso 4 milioni di euro.
Lo scopo? Sistemare uffici comunali, la Prefettura o la sede della Provincia, liberando il palazzo di viale Martiri. —
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