Giovagnoli nominato dal Csm nuovo capo della Procura
Con la sentenza del Consiglio di Stato l’ex dirigente di Rimini prenderà i poteri Musti torna così procuratore aggiunto: per lei si cerca un incarico adeguato
Da ieri Lucia Musti non è più il procuratore capo di Modena, incarico che ricopriva dal 2016. Per tre volte la sua nomina è stata bocciata dal Consiglio di Stato. Adesso il Csm si è adeguato nominando all'unanimità Paolo Giovagnoli. Sostituto procuratore generale presso la Corte d'appello di Bologna, Giovagnoli aveva presentato il ricorso contro la nomina della collega e si era visto dar ragione da Palazzo Spada. Il plenum ha così accolto la proposta che anche la Commissione per gli incarichi direttivi aveva licenziato all'unanimità. Si chiude così una lunga disputa affidata alla giustizia amministrativa tra Lucia Musti e Paolo Giovagnoli, ex procuratore capo di Rimini: se al Tar aveva ottenuto ragione la Musti, per tre volte il Consiglio di Stato ha stabilito che Giovagnoli avesse diritto alla poltrona di Modena. Così, nel gennaio 2016 la Musti è stata nominata procuratore capo e, succedendo a Vito Zincani, ha preso possesso della carica mantenendola ininterrottamente fino ad oggi. Per due volte, dopo le sentenze del Consiglio di Stato che prevedevano l’annullamento della sua nomina, è stata confermata dal Csm. Quindi di fatto è sempre stata procuratore capo (non è mai tornata procuratore aggiunto, come previsto ora dopo la nomina di Giovagnoli). «Il precedente Consiglio aveva per tre volte nominato la dottoressa Musti, ma la prima nomina è stata annullata e le due successive dichiarate nulle dal Consiglio di Stato - ha ricordato il presidente della Commissione Gianlugi Morlini - il rispetto del giudicato impone la nomina del dottor Giovagnoli, proprio per ottemperare al giudicato che, come detto, si riferisce ad una nullità e non ad un mero annullamento».
Giovagnoli, attualmente all’Ufficio della Procura generale di Bologna, nell’arco di pochi giorni prenderà possesso della sua carica a Modena, città alla quale è legato. Il futuro della Musti verrà deciso prossimamente. Per ora, resterà procuratore aggiunto per un anno e otto mesi. Nel frattempo per lei dovrà essere trovato un incarico adeguato alla sua esperienza, alle sue mansioni e al suo ruolo.
La svolta in questa disputa tra magistrati è arrivata l’8 gennaio scorso con la terza sentenza del Consiglio di Stato che ordinava di rifare da zero la procedura di nomina del capo della Procura di Modena. Quella sentenza della Quinta sezione bocciava anche la seconda nomina della Musti dando ancora una volta ragione a Giovagnoli che per quell'incarico si era candidato vedendosi però scavalcato con motivazioni che ha deciso di impugnare. Ha fatto ricorso contro la decisione della commissione del Csm del gennaio 2016, ma da allora si è aperto un lungo braccio di ferro. I legali di Giovagnoli, di fronte alle resistenze del Csm, che ha continuato ad incaricare la Musti nonostante le pronunce contrarie del Consiglio di stato, avevano anche chiesto la nomina di un commissario per gestire la procedura di nomina del procuratore capo di Modena: sollecitazione che non è stata recepita, ma il ricorso è stato accolto. —
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