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L’ANALISI DI CNA 

La grave crisi dell’artigianato: perdute 330 imprese all’anno

La grave crisi dell’artigianato: perdute 330 imprese all’anno

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L’artigianato è il settore che più sta pagando gli effetti del processo di ristrutturazione economica iniziata con la recessione del 2008, un comparto che spesso sfugge alle indagini macroeconomiche, ma che nel Modenese coinvolge un’azienda su tre (il 31,5% del totale delle imprese attive). Ora, sulla base di un’analisi condotta dall’Ufficio Studi di Cna su dati della Camera di Commercio, si evidenzia come in dodici anni l’Albo Artigiani abbia perso 3.968 imprese, il 16,2%. Un dato ben superiore al calo del 4,4% registrato sul totale delle imprese modenesi in attività. Si tratta della scomparsa di 330 imprese all’anno.

Guardando i singoli settori, quello più penalizzato in questi anni è soprattutto l’autotrasporto, dove opera un’impresa artigiana su cinque, con una diminuzione del 32,4% (762 imprese). Pesante anche la contrazione nel tessile, che vale il 16,1% dell’artigianato modenese. In questo caso il calo è stato di 639 unità, il 30,8%.

Forte anche la contrazione nell’ambito della meccanica, dove il processo di ristrutturazione economica si è “mangiato” 472 aziende (il 26,9%). A tenere sono i comparti dei servizi alle persone (estetica, fitness, acconciatura), dove la contrazione si è fermata allo 0,3%, e quello dell’alimentare e della ristorazione, tra i pochi in crescita (+32 imprese, pari allo 0,9%). Il settore delle costruzioni, malgrado faccia segnare un meno 1.586 imprese (-17,1%), rimane il comparto più rappresentativo del mondo dell’artigianato (40%).

«I numeri – dice Claudio Medici, presidente Cna Modena - testimoniano le difficoltà: le 4.000 imprese perse in questi dieci anni valgono almeno 11.000 addetti. Un peso rilevante è anche quello degli ostacoli ai passaggi d’impresa: occorre estendere la normativa vigente per i conferimenti d’azienda anche alle cessioni di aziende artigianali. Serve poi tenere alta la guardia rispetto all’abusivismo e va liberalizzato in termini burocratici e di costi il cambio di destinazione d’uso. Si devono defiscalizzare totalmente le nuove attività di giovani under 30 e quelle finalizzate al riuso ». —

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