Manovra a tenaglia per bloccare i ladri di formaggi Un fermo nei boschi
I carabinieri inseguono la banda per due ore a Fontanaluccia In due fuggono e rubano un’auto ma il complice è arrestato
FRASSINORO. Da settimane i carabinieri gli danno la caccia: sono i ladri che predano i caseifici dell’Appennino a partire da quello di Pievepelago del 13 febbraio. Gli investigatori sospettavano che la banda fosse ancora nei paraggi e martedì notte ne hanno avuto una parziale conferma. Dopo un rocambolesco inseguimento ad alta velocità, a Fontanaluccia è infatti stato arrestato un moldavo di 30 anni, su cui pendeva un ordine di carcerazione emessa dalla Procura di Modena poiché considerato l’autore di un furto avvenuto nel 2016 in uno studio di architetti di Campogalliano. L’altra notte, invece, è stato possibile soltanto denunciarlo per ricettazione dal momento che gli viene contestato l’uso di un Fiat Doblò rubato a Reggio nelle scorse settimane. Gli altri due complici sono riusciti a fuggire, dileguandosi nei boschi dove hanno trascorso alcune ore nonostante le rigide temperature per poi impossessarsi di un’altra vettura con cui si sono allontanati.
La trappola
I carabinieri del Nucleo Radiomobile di Pavullo, impegnati in un controllo notturno del territorio, intercettano il Doblò. Da una verifica con la centrale operativa capiscono che potrebbe trattarsi di quello già segnalato in occasione del furto al caseificio di Pievepelago. Ne nasce un pedinamento durato diversi chilometri. I militari infatti scelgono di non procedere con un controllo immediato, il rischio di perdere la banda è troppo alto. Si decide quindi di organizzare una manovra a tenaglia e verso Fontanaluccia e Piandelagotti vengono fatte convergere anche le pattuglie di Montefiorino e Fanano che danno il via a quasi due ore di frenetiche ricerche. L’obiettivo è chiudere nella morsa i sospettati. Ma chi si trova alla guida capisce che è ormai braccando e accelera sulla stretta strada. Prova a seminare i militari, ma quando si sente in trappola decide di abbandonare la vettura che accosta in pochi istanti. Dall’interno escono in due, che si dileguano nei boschi ma il terzo, Andrei F. non sfugge ai carabinieri, che riescono a bloccarlo. L’uomo viene portato in caserma per i rilievi che svelano il suo passato criminale. Ha 30 anni, risulta senza fissa dimora ma nel Modenese si aggira da almeno tre anni visto che un giudice gli contesta di essere l’autore materiale di un furto nel 2016. In quell’occasione aveva razziato uno studio di architetti a Campogalliano, portandosi via router, computer Apple, mouse e varia attrezzatura informatica. Scatta così l’arresto.
L’odore di formaggio
I carabinieri sequestrano anche il Fiat Doblò. Appena aprono il baule sentono un odore inconfondibile di formaggio. La sensazione è che davvero la banda del moldavo sia specializzata in colpi nei caseifici ma quantomeno la vettura è stata utilizzata per un trasporto sospetto. Saranno effettuati accertamenti anche per rilevare eventuali impronte.
il capitano puccinelli
«Da tempo attuiamo un presidio costante del territorio per dare risposte a chi ci abita e chiede sicurezza. Pattugliare l’Appennino non è semplice soprattutto perché le vie di fuga sono numerose, ma credo che l’Arma stia facendo tutto il possibile e le numerose operazioni con arresti sono la riprova di presenza e capacità di reazione». —
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