Multa dei due platani, sindacato contro Pelloni
VIGNOLA. Il sindacato Sulpl interviene nel caso dei platani potati che sono costati una multa salata (1000 euro dal servizio Fitosanitario della Regione e 400 dal Comune) all’agricoltore Ermanno Cremonini. «Vorremmo chiarire - spiega Federico Coratella, segretario del sindacato - che il dipendente che ha elevato la sanzione ha svolto il suo dovere correttamente ed ha eseguito quanto disciplina un regolamento del comune di Vignola». Il sindaco aveva poi dichiarato che l’ufficio preposto aveva aiutato il cittadino a redigere una memoria difensiva e quindi Coratella si chiede «se sia prassi consolidata con tutti i cittadini vignolesi. Sottolineiamo che l’organo accertatore a nostro avviso non possa porsi a disposizione del trasgressore al fine di aiutarlo a redigere un ricorso contro il proprio datore di lavoro. Questo modus operandi è ancor più singolare in un Comune il cui sindaco è rappresentante di un partito (la Lega, ndr) che a livello nazionale fa della certezza della pena e delle regole in generale il suo più pubblicizzato cavallo di battaglia».
Coratella, infine, pone una precisazione sul ruolo e sui compiti del personale: «Abbiamo inviato una lettera all’amministrazione con la richiesta di sottrarre i servizi non propri. E vista la carenza di organico del corpo di polizia locale dell’Unione terre di Castelli e degli uffici amministrativi comunali, chiediamo appunto che tali dipendenti siano deputati a svolgere esclusivamente le proprie funzioni e chiediamo ai sindaci dell’Unione di essere garanti di tali disposizioni e di non ingenerare l’impressione di essere deboli con i forti e forte con i deboli». E sempre sulla multa dei platani è tornato nuovamente Pelloni: « La sanzione effettuata dal Comune era originariamente di 400 euro. Già prima che la vicenda assumesse una dimensione pubblica, quindi in precedenza rispetto alla diffusione sulla stampa locale, il Comune di Vignola aveva disposto (Protocollo numero 9901 del 13 febbraio 2019) di dimezzare la sanzione di propria competenza, da 400 a 200 euro. Mi sono scusato con il cittadino a cui è stata elevata la sanzione non per l’operato dell'Ufficio preposto, che ha soltanto fatto il suo dovere rispettando il regolamento in vigore, ma nel caso il cittadino interessato si fosse sentito “offeso”. Si tratta quindi di scuse dettate unicamente dalla cortesia richiesta dal buon senso nei rapporti interpersonali. Il dimezzamento della sanzione emessa dal Comune (da 400 a 200 euro) è stata dovuta peraltro al Regolamento in vigore e non a corredo delle scuse, tanto che questa decisione era stata assunta prima che la vicenda diventasse di pubblico dominio». —
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