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Finge di vegliare un morto e ruba le offerte in chiesa

Finge di vegliare un morto e ruba le offerte in chiesa

Adriano Zanardi detto Rapina scoperto dal sacrestano «Non ho preso nulla», e fugge Invece sono spariti 1550 euro Denunciato, ma ora non si trova

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CONCORDIA. Si è intrufolato in canonica, dove ha rubato 1.550 euro, parte dei quali destinati ad un pellegrinaggio dei parrocchiani. Così il pellegrinaggio, probabilmente in qualche località turistica, lo sta facendo lui, perché in paese e in municipio, dove bazzica ogni giorno, non lo vede più nessuno da tre giorni.

E chi sarà mai l’autore di una bravata che ha una evidente “firma metodologica”?

Adriano Zanardi, 43 anni, concordiese doc che tutti conoscono e chiamano con il soprannome di “Rapina”. Un personaggio così conosciuto che i compaesani gli hanno intitolato una pagina internet, dove raccolgono e catalogano tutte le documentazioni note delle sue “imprese”.

L’ultima è di inizio settimana, nella frazione. Dove la comunità ha registrato la scomparsa di una persona nota. E nel via vai delle visite di parenti e amici addolorati si è materializzato anche lui, Adriano “Rapina”. Addoloratissimo. Quando il nuovo parroco Don Marek ha fatto per uscire dalla canonica lui era in agguato, pronto all’azione.

Il sacerdote in effetti lo ha visto, vagante tra canonica e casa del deceduto, gli ha chiesto se fosse lì per la disgrazia e Adriano, che è specializzato in furti in canonica (una volta venne scovato dai carabinieri nascosto sotto al letto di un parroco...) ha prontamente confermato. Così il parroco gli ha indicato la casa del deceduto e se ne è andato. Zanasi finalmente libero da occhi indiscreti, è andato sul retro della canonica, ha forzato una porta e, aprendo tutti i cassetti giusti, ha fatto giornata. Ma si è imbattuto nel sacrestano, appena arrivato: «Rapina, cosa fai qui? Mica avrai rubato ehh?», gli ha chiesto quello, conoscendolo benissimo, da decenni.

«Ma no, si figuri», è stata la rassicurante risposta. Un po’ come quella volta che sorpreso in casa dal proprietario gli disse che era entrato perché aveva visto l’inferriata divelta e temeva che... ci fossero i ladri. Così anche stavolta Adriano si è dileguata, fino alla scoperta del furto. La parrocchia ha chiamato i carabinieri di Concordia e c’è voluto poco per individuare il colpevole.

Denunciato a piede libero, nel frattempo irreperibile. Come quella volta che, per scovarlo nel campo di granoturco dove si era nascosto in fuga dagli inseguitori, i carabinieri chiamarono le mietitrebbie. E fecero trebbiare, stanandolo... —
 

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