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Medici sventola il dossier sul sindaco «Ce l’ho da mesi». E scatta la bagarre

Valeria Cammarota
Medici sventola il dossier sul sindaco «Ce l’ho da mesi». E scatta la bagarre

Plateale reazione del consigliere 5 Stelle. Pd fuori dall’aula sulla mozione di Benatti e Rostovi. Lite nel Centrodestra

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“Ce l’ho qui con me, vuole leggerlo? Ci sono scritte emerite fandonie: semplici domande (da quando in qua le domande equivalgono alla diffamazione?), riferimenti a link di giornali e atti pubblici che si possono tranquillamente recuperare da soli. È il nulla, non c’è scritto niente: per questo non l'ho denunciato. Ce l'ho da novembre e comunque io rispondo sempre delle mie azioni, lei no: ha lasciato a casa Milena Saina e questo è un atto vile, mentre avrebbe meritato una medaglia per aver condiviso i propri dubbi con le forze dell'ordine, senza alcun interesse di partito”. Giovedì sera, al termine del Consiglio comunale, quando oramai anche il pubblico era defluito, una vera e propria bomba è esplosa tra le mani della consigliera Monica Medici.

La candidata sindaco si è rivolta al sindaco Alberto Bellelli, rispondendo alla domanda del primo cittadino: “ma lei, il dossier, ce l’ha?”. Eccome se ce l’ha, il Movimento 5 Stelle, il modesto plico di fogli in una cartellina che tanto ha scosso il mondo politico locale. Lo ha fatto urlando e la discussione è proseguita anche dopo quando le è subentrata l’attivista Alice Aldrovandi in piena bagarre contro la Giunta.

«Come ad altri, anche a un nostro rappresentante in Regione è arrivata copia in forma anonima - ha spiegato Medici ieri, recuperata la calma - Tale rappresentante ha ritenuto opportuno farcela avere, dopodiché noi abbiamo informato i carabinieri, che nel frattempo stavano già procedendo con i loro accertamenti e che hanno ritenuto irrilevante il nostro possesso della copia. Ben più importante è quanto accaduto in Consiglio».

La trappola politica

Un ordine del giorno che contava pochi punti e che è stato sciorinato in pochissimo tempo, senza dibattiti né dichiarazioni di voto, per arrivare il prima possibile a quello che si sapeva essere il punto cruciale: la discussione sulla mozione di Cristian Rostovi e Roberto Benatti, che voleva impegnare il Consiglio in un “apprezzamento” per la decisione del sindaco di destituire dai suoi incarichi l’assessore Simone Morelli. Una “trappola politica” per far uscire allo scoperto i consiglieri Pd “morelliani” - Viola Baisi, Paolo Gelli, Marco Bagnoli - in un ultimo tentativo prima del Consiglio comunale di giovedì 28 durante il quale si approverà (stante la maggioranza) il Bilancio 2019.

La mossa pd

A sorpresa, ma forse nemmeno tanto, proprio il Pd ha fatto respingere la mozione, con il risultato che sul verbale, al di là dei propositi e delle giustificazioni, apparirà nero su bianco come il gruppo non è d’accordo con la scelta di Bellelli. «Il Consiglio non è un bar, non si fa il tifo - ha spiegato Reggiani - Qui si esprimono valutazioni di ordine prettamente politico e ciò che è contenuto nella mozione non è di questo tenore. Il gruppo consigliare, nel rimarcare il pieno sostegno alla Giunta, sottolinea come la scelta del primo cittadino sia stata presa nelle prerogative del suo mandato. È questo che ci spetta fare e per questo motivo noi non vorremmo partecipare al voto». Per garantire il numero legale sono rimasti in aula Marco Bagnoli, Palo Gelli e Marco Reggiani, dopodiché con due voti contrari - Monica Medici ed Eros Gaddi - due favorevoli - Benatti e Rostovi - e nove astenuti - Carpi Futura, FI e parte del Pd - la mozione è stata respinta.

«Questo è un atto politico - ha detto Rostovi a Reggiani - Ha fatto bene il sindaco a esautorare Morelli? Sì o no? Non avete avuto il coraggio di prendere una posizione. È democristiano trovare escamotage per non votare (questa frase è stata poi alla base del litigio tra Rostovi e Cavazzoli, ndr), ma così dimostrate di non apprezzare il vostro sindaco. Il Pd ha votato contro». —

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