Afro, il super nonno campione di sport A 88 anni vince sugli sci e va forte in bici
Vive a Montemolino di Palagano: da giovane è stato anche campione italiano di boxe e ha in bacheca 780 coppe
il record
Ha compiuto 88 anni l’11 febbraio, festeggiati con una grande vittoria in slalom sulle piste del Cimone. Lo sci continua ad essere la passione di una vita, ma appena la stagione lo permetterà, tornerà a imbracciare la bici per fare i suoi 6mila chilometri l’anno sulle strade. È ormai una leggenda vivente Afro Lami, e probabilmente un fenomeno da studio scientifico. Sì, perché il “nonno” di Montemolino è un monumento allo sport praticato, a qualunque età.
Lami, quand’è iniziata? «In terza elementare: frequentavo a Palagano e un giorno andammo alle Piane dove Zeno Colò ci insegnava a fare le curve sugli sci. Da lì è nato un amore infinito non solo per lo sci, ma per lo sport in genere. Dopo il ginnasio al Sacro Cuore di Modena, ho iniziato a fare anche ciclismo da dilettante nella Ciclistica Pavullese: sono arrivate tante vittorie, un 2° posto al Giro del Frignano e un 4° in quello dell’Emilia».
Non ha pensato al salto da professionista?
«Sì, mi sarebbe piaciuto ma da qui era difficile allenarsi. Giravo con Pasquale Piacentini (fratello del calciatore Giovanni), facevamo dei 120 km su strade molto particolari (solo la Giardini era asfaltata) con dietro solo acqua fresca e zucchero, e alla fine del giro nessuno ci veniva a prendere: spesso si tornava a casa ancora in bici (di 11-12 kg), perché la corriera passava solo una volta la mattina e la sera. Poi mi sono trasferito a Milano per lavorare (prima a spalar carbone in stazione treni e poi in una ditta di chimica) e lì ho iniziato a fare anche pugilato alla palestra “Forza e Coraggio”».
Addirittura... E com’è andata?
«Sono diventato campione italiano giovanile medio-massimo nel 1952. Ma ho continuato anche con la bici: ho fatto la Milano-Sanremo, tutte le edizioni della Nove Colli. Poi negli anni ’70 sono tornato nel modenese».
E poi tanto sci.
«Tutti i 10 Gigantissimi di Cervinia, 3 della Marmolada e tanti altri. Anche a una certa età: al World Master Criterium del 2007 all’Abetone sono arrivato 1° del Gigante e 2° nel SuperG. Ho conosciuto anche Alberto Tomba sul Cimone: ero tra quelli che preparavano i suoi tracciati di allenamento».
Quante coppe ha vinto, tra sci e bici?
«Coppe 780, e tante tante medaglie».
E adesso continua: ma cosa dice il dottore?
«Mi tiene controllato con elettrocardiogramma tutti gli anni e dice che se continuo così sono da esame scientifico. Ma per me è tutto naturale: nello sport trovo libertà e pace. E sono contento di aver trasmesso amore per lo sport a figli e nipoti, con risultati importanti: mia nipote Francesca è arrivata ai Mondiali giovanili di nuoto. Nel tempo libero ho iniziato a fare lo scalpellino, da autodidatta: la fontana di Montemolino l’ho fatta io, ovviamente raffigurando un ciclista. Vorrei continuare così ancora per un po’ di anni: al limite se mi trovo in difficoltà, compro la bici elettrica. Ma per ora non ci penso proprio». —
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