La lista civica di Bizzini punta ad un Costi-bis
FORMIGINE. Portare avanti un percorso già iniziato: è la continuità ciò su cui punta la lista civica “Formigine città in movimento” che, alle prossime elezioni amministrative, appoggerà il candidato Sindaco Maria Costi.
«La parola “cambiamento” – ha spiegato Corrado Bizzini, promotore della lista e Assessore alle Attività produttive – non ci piace, perché Costi ha lavorato bene in questi anni; quello che vogliamo fare è appoggiarla, in una linea di continuità, con anche proposte nuove».
Bizzini, 55 anni, imprenditore, coinvolto da anni nella vita della comunità formiginese, si definisce «il più anziano della lista, che è composta per ora da una ventina giovani, liberi professionisti, commercianti, persone che si occupano di volontariato».
A proposito di continuità, l’assessore ha ricordato alcune delle azioni messe in atto dall’attuale amministrazione: «C’è molto da fare e si può sempre migliorare. Abbiamo lavorato sul fronte dell’attrattività del centro storico, con la riqualificazione della piazza e di via Fiume. Abbiamo proposto eventi particolari e siamo sempre attivi, grazie anche a Proform e Proloco, anche nelle frazioni».
Bizzini viene dal mondo dell’imprenditoria, ed è proprio sulle aziende che, spiega, si sono puntati i riflettori in questi anni, valorizzandole e creando una sinergia su cui si intende lavorare anche in futuro. Sinergia che ha portato, proprio la settimana scorsa, all’inaugurazione del centro di formazione Ca’ Bella.
«Crediamo molto nelle infrastrutture – ha proseguito – e comunico che partiranno i lavori nella tangenziale sud. Porremo l’attenzione anche sulle zone da riqualificare a livello di fibra».
Per quanto riguarda il tema sicurezza, tanto dibattuto anche dall’opposizione: «Nei prossimi mesi monteremo tutti i 6380 punti luce a led oltre ai varchi per la sicurezza collegati alla centrale operativa».
Il Sindaco Maria Costi è intervenuto per mostrare la propria gratitudine al gruppo, su cui ripone piena fiducia: «Qui vogliamo costruire e non dividere. Il Comune si chiama così perché è di tutti, e tutti possono contribuire a migliorarlo». —
S.P.
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