Minore accusa esercente di violenza sessuale
«Mi ha attirata dentro con un pretesto e mi ha aggredito, sono riuscita a fuggire». Lui: «Falso e assurdo». Un’inchiesta
san felice. «Ha cercato di violentarmi, mi sono ribellata, ho urlato, sono riuscita a divincolarmi e sono fuggita...».
È questa la sostanza dell’inquietante racconto di una ragazza minorenne residente nel territorio comunale di San Felice che probabilmente condurrà ad una approfondita inchiesta della Procura della Repubblica.
Una vicenda che ha sconvolto quanti ne sono venuti a conoscenza. E non solo per la giovane età della ragazza, che appartiene ad una famiglia di stimate persone, le quali ora stanno vivendo un momento comprensibilmente difficile. Ma anche perché il presunto autore del gesto è identificato, e si tratta a sua volta di un conosciuto esercente, avanti con gli anni e a quanto risulta senza aver avuto alcun grave problema con la giustizia in passato.
«Io non le ho fatto niente, ma siamo matti? Non mi sarei permesso, potrebbe essere mia figlia o mia nipote. Non capisco perché sia stata inventata una storia del genere», avrebbe detto in confidenza l’esercente.
Un procedimento penale però è stato avviato, presumibilmente a seguito di una denuncia che presuppone anche l’identificazione della persona sottoposta ad indagini. L’uomo infatti si è già scelto un avvocato penalista della zona, che ha iniziato in questi giorni le indagini difensive, convinto dell’innocenza del suo assistito.
Il nodo è nel rapporto di conoscenza tra la ragazza e l’esercente: la ragazza non avrebbe avuto motivo di accusarlo. Secondo quanto è trapelato dai racconti - ma si sa che in questi casi possono avere rilevanza solo atti ufficiali - la ragazza stava camminando per strada ed è stata invitata dall’esercente all’interno della sua attività, con un pretesto. E poi, in una stanza relativamente appartata, le è saltato addosso, provando a baciarla e palpeggiandola, in preda ad una sorta di raptus.
Prima scossa, incredula, e poi spaventata, la minorenne si è ribellata con determinazione, è riuscita a sfuggire alla presa dell’uomo ed è corsa a casa, dal momento che non abita lontano.
Deve evidentemente avere raccontato quanto le è accaduto ai famigliari. E se c’è stata una denuncia, è altrettanto evidente che con uno almeno dei genitori si sia recato presso le forze dell’ordine, per la denuncia che ha innescato le indagini.
I fatti in questione potrebbero risalire a poche settimane fa. —
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