Gazzetta di Modena

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dati pessimi 

Smog alle stelle Trentesimo giorno oltre i limiti Scatta l’emergenza

La centralina di rilevamento posta in via Giardini  ha fatto segnare l’ennesimo sforamento da inizio anno Nel 2018 erano “solo” 23

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Più traffico significa anche più inquinamento atmosferico. Che si va a sommare agli altri agenti inquinanti, come i riscaldamenti domestici e alle emissioni industriali.

E Modena deve fare i conti con le polveri sottili: venerdì 22 febbraio la stazione di rilevamento di via Giardini ha fatto segnare una media giornaliera di 80 µg/m3 di Pm 10, un valore ben superiore al valore limite di 50. E, cosa ben più grave, si è trattato dello sforamento numero 30 dall’inizio dell’anno per la principale stazione di monitoraggio della città. Sette sforamenti in più rispetto allo stesso giorno del 2018.

Con la speranza che il vento di ieri abbia spazzato le polveri sottili dal cielo della città, inevitabilmente prosegue fino a domani compreso l’applicazione delle misure emergenziali, previste dalla manovra antinquinamento della Regione, che estendono il divieto di circolazione anche ai veicoli diesel Euro 4 in tutta l’area inclusa all’interno delle tangenziali di Modena, dalle 8.30 alle 18.30. Le misure emergenziali resteranno in vigore in tutte le province dell’Emilia Romagna fino a domani.

Nell’area già interessata dalle restrizioni della circolazione vige il divieto di circolazione dalle ore 8.30 alle 18.30 per i veicoli a benzina Euro 0 e Euro 1, veicoli diesel Euro 0, Euro 1, Euro 2, Euro 3 e Euro 4, ciclomotori e motoveicoli Euro 0.

In tutto il territorio del comune di Modena divieto di utilizzo di biomasse nelle unità immobiliari comunque classificate (da E1 a E8) dotate di riscaldamento multicombustibile; riduzione delle temperature negli ambienti di vita riscaldati (fino a massimo 19°C + 2°C di tolleranza nelle case, negli uffici, nei luoghi per le attività ricreative associative o di culto, nelle attività commerciali; fino a massimo 17°C + 2°C di tolleranza nei luoghi che ospitano attività industriali ed artigianali), con esclusione di ospedali, cliniche, case di cura, scuole e luoghi che ospitano attività sportive; divieto di effettuare combustioni all’aperto (falò, barbecue, ecc.) comprese le operazioni di bruciatura di sterpaglie, residui di potatura e scarti vegetali di origine agricola; divieto di spandimento liquami ad eccezione di spandimento effettuato con interramento immediato dei liquami e con iniezione diretta al suolo. —

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