Scoperti i 'pendolari della questua': dalla Serbia a Modena in aereo per chiedere l'elemosina
Sanzionate tre persone, due uomini e una donna si posizionavano agli incroci ed esponevano ciascuno un cartello con la medesima scritta: "Vi prego aiutatemi ho due bimbi ho perso lavoro".
MODENA. In aereo dalla Serbia in Emilia per lavorare come questuanti. E' la scoperta fatta dalla polizia municipale durante le procedure per la sanzione di tre quesutanti recidivi scopertui a chiedere in modo insistente l'elemosina in alcune zone di Modena. In particolare all’incrocio tra via Giardini e viale Amendola.
I tre, due uomini e una donna, si erano collocati, come probabilmente avevano già fatto, su diverse direttrici dell’intersezione dove ogni giorno passano migliaia di automobilisti ed esponevano ciascuno un cartello con la medesima scritta: "Vi prego aiutatemi ho due bimbi ho perso lavoro".
A tenerli d’occhio venerdì 22 febbraio c’erano però gli operatori della Municipale che poco prima delle 15.30 li hanno fermati e identificati. I tre tutti di origine serba e con regolari documenti al seguito in poco meno di mezz’ora avevano raccolto dagli automobilisti oltre 20 euro.
Dall'analisi dei documenti mostrati e da verifiche in banca dati, la Municipale ha però accertato che si tratta di veri “pendolari della questua”. Il giorno precedente erano infatti giunti in Italia in aereo facendo scalo a Fiumicino. Partiti da Roma in treno, pagando un regolare biglietto, erano quindi arrivati a Bologna dove hanno una casa in locazione. Sono stati poi proprio loro a raccontare che essendo Bologna una città dove ad elemosinare si subisce troppa concorrenza e i guadagni sono ridotti, ogni giorno vengono in treno a Modena per fare l'elemosina. Gli operatori della Municipale hanno infine accertato che quasi due volte al mese i tre fanno ritorno in Serbia, sempre in aereo.
Erano arrivati in aereo dalla Serbia fino a Bologna, dove risiedono, e poi
In aereo dalla Serbia dove risiedono, all’Italia dove svolgono l’attività da cui traggono giovamento economico. Nulla di strano fino a qui, se non fosse che per mantenersi, chiedono la questua agli angoli delle strade di Modena. Ad ammetterlo, fornendo anche diversi dettagli, sono state tre persone fermate e sanzionate dalla Polizia municipale di Modena perché sorprese a mendicare con insistenza all’incrocio tra via Giardini e viale Amendola. I tre, due uomini e una donna, si erano collocati, come probabilmente avevano già fatto, su diverse direttrici dell’intersezione dove ogni giorno passano migliaia di automobilisti ed esponevano ciascuno un cartello con la medesima scritta: "Vi prego aiutatemi ho due bimbi ho perso lavoro". A tenerli d’occhio venerdì 22 febbraio c’erano però gli operatori della Municipale che poco prima delle 15.30 li hanno fermati e identificati. I tre tutti di origine serba e con regolari documenti al seguito in poco meno di mezz’ora avevano raccolto dagli automobilisti oltre 20 euro. Dall'analisi dei documenti mostrati e da verifiche in banca dati, la Municipale ha però accertato che si tratta di veri “pendolari della questua”. Il giorno precedente erano infatti giunti in Italia in aereo facendo scalo a Fiumicino. Partiti da Roma in treno, pagando un regolare biglietto, erano quindi arrivati a Bologna dove hanno una casa in locazione. Sono stati poi proprio loro a raccontare che essendo Bologna una città dove ad elemosinare si subisce troppa concorrenza e i guadagni sono ridotti, ogni giorno vengono in treno a Modena per fare l'elemosina. Gli operatori della Municipale hanno infine accertato che quasi due volte al mese i tre fanno ritorno in Serbia, sempre in aereo. Il denaro proveniente dalla questua è stato sequestrato e i tre sono stati sanzionati per violazione dell'articolo 48 del Regolamento di Polizia Urbana che vieta raccogliere questue ed elemosine causando disturbo ai passanti.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google
