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Elena era ossessionata dai vicini Denunciata per diffamazione

Francesco Dondi
Elena era ossessionata dai vicini Denunciata per diffamazione

Il ritratto della 35enne arrestata: le piacevano i locali alla moda e presentarsi bene Lite con altri inquilini che aveva segnalato in caserma per schiamazzi e violenza su un cane 

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IL RETROSCENA



Elena è una donna affascinante, in molti la ricordano impegnata in qualche sfilata di moda oppure in alcune discoteche della movida modenese. Ma la 35enne, ora in arresto per il tentato omicidio dei genitori, ha anche una personalità complessa, che in passato l’aveva anche portata in cura. Nell’ultimo periodo non era più seguita e non aveva alcuna terapia medica, ma da un paio di settimane la situazione all’interno del condominio di Piumazzo era precipitata. A fronte delle dichiarazioni di facciata di qualche vicino (“sapevamo avesse problemi, ma era tranquilla”) emerge un rapporto piuttosto conflittuale con gli ultimi arrivati.

SCHIAMAZZI E CANE

In via Menotti, da un paio di mesi, è arrivata una giovane coppia. Fanno una vita normale e hanno un cane. Elena aveva subito avuto qualche problema con loro tanto che a febbraio si reca in caserma e fa denuncia per disturbo della quiete pubblica e maltrattamenti agli animali. Quei due non le piacciono e affida ai social network le sue rimostranze. I carabinieri raccolgono la denuncia e convocano il nuovo inquilino, che cade dalle nuvole. Per tutelarsi si affida all’avvocato Eleonora Munari che inizia ad occuparsi della vicenda. «Non c’è stato nulla di quanto raccontato, non riusciamo a capire il motivo per cui si sia accanita contro i miei assistiti», dice il legale. Di fronte agli inquirenti il ragazzo rigetta ogni accusa, ma non è in grado di spiegare il motivo di tale ossessione nei suoi confronti e verso la compagna.

Il pronto soccorso

Nel giorno di San Valentino Elena fa intervenire a Piumazzo anche un’ambulanza. Parla di una “notte da far west” organizzata dal vicino e si fa accompagnare dal 118 al pronto soccorso di Bazzano dove viene refertata. Racconterà sui social la sua disavventura sanitaria e invoca giustizia. Ma chiede anche l’intervento decisivo dei carabinieri oltre ad annunciare, ai suoi contatti, un fantomatico articolo di stampa che servirà a fare chiarezza su quanto sta accadendo a lei e alla sua famiglia a causa di una convivenza complicata.

LA CONTRODENUNCIA

I due vicini, a quel punto, pensano di tutelarsi e incaricano l’avvocato Munari di depositare in caserma una controdenuncia questa volta per diffamazione: non ci stanno a passare per responsabili. È il 18 febbraio e alla Tenenza di Castelfranco si deve sbrigare quella che appare una lite condominiale.

Si arriva così a venerdì scorso quando in molti vedono Elena aggirarsi inquieta lungo le scale del condominio. Appare piuttosto turbata, chiede notizie dei due vicini, vuole sapere se si trovano ancora nella palazzina oppure se sono andati via. Arriva a citofonare a diverse persone, compresi l’amministratore condominiale e anche alla coppia. In casa c’è la compagna che la vede dallo spioncino, ma decide di non aprire per timore. «E poi domenica è accaduto qualcosa di inatteso - commenta l’avvocato Munari - Non vorremmo che sia stata la conflittualità con i miei assistiti ad innescare una tragedia del genere». —

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