Tredicimila infortuni sul lavoro Carabinieri a scuola di sicurezza
Le morti bianche continuano: nei cantieri del settore edilizia i casi più frequenti Cadute dall’alto e disattenzioni le cause maggiori. Via ai corsi di prevenzione
Si continua a morire mentre si sta lavorando, ci si fa del male, a volte tantissimo, sul luogo dove si passa maggior tempo della giornata oppure succede qualcosa di grave proprio mentre stiamo raggiungendo il posto di lavoro o ci spostiamo per compiere una mansione. Basti pensare che nella nostra provincia nel periodo gennaio-ottobre 2018, fonte Cisl Emilia Centrale, le denunce per infortunio sono state 13.124, appena 43 in meno rispetto allo stesso periodo del 2017.
Non è finita, sempre in base ai dato forniti dalla Cisl, con 24 infortuni mortali (quattro in azienda, venti stradali), nel 2017 Modena è stata la quinta provincia italiana (prima in regione) nella triste classifica delle “morti bianche”.
Serve sicurezza, servono persone preparate che, soprattutto nei cantieri, possano intervenire puntando sulla prevenzione finalizzata al rispetto delle norme specifiche. Controlli che ovviamente, oltre all’aspetto amministrativo, puntino l’attenzione anche sul fenomeno del lavoro nero.
In questo senso, per dare una risposta a questo bollettino di guerra, scendono in campo i carabinieri. Anzi, parecchi torneranno sui banchi di scuola. È stato infatti sottoscritto un protocollo d’intesa tra il Cpt di Modena (Comitato paritetico territoriale) ed il Comando carabinieri per la tutela del lavoro, per la formazione dei carabinieri ispettori del lavoro nella cosiddetta “vigilanza tecnica”, ossia l’attività ispettiva nei cantieri edili per la prevenzione degli infortuni sul lavoro e delle morti bianche. I militari dunque parteciperanno a specifici corsi che si terranno presso la Scuola Edile della Provincia , in via dei Tipografi 24, presieduta da Benedetto Grossi e diretta da Alessandro Dondi.
La scuola è un centro di formazione professionale la cui attività principale è rivolta a settore dell’edilizia: per un 60% svolge attività specifica inerente alla formazione professionale al lavoro, il 40% sulla sicurezza e sulla salute sul lavoro.
Settore edile dunque nel mirino: «Il senso della convenzione - riferisce Alessandro Dondi - è quello di coinvolgere in piani formativi dedicati questo nucleo di intervento sui luoghi di lavoro, in particolare sui cantieri per approfondire le casistiche di maggior causa di infortuni e di inadempienze rispetto alle leggi e alle normative vigenti».
«Noi partiamo appunto dai casi più frequenti – spiega Dondi - ovvero le cadute dall’alto e il lavoro negli ambienti confinati, cioè silos, cisterne, dove si va dentro a fare pulizie o riparazioni. Queste sono le fasce che hanno il maggior indice di infortuni in alcuni casi anche gravi. C’è da dire che negli ultimi anni gli interventi in termini di salute e sicurezza del lavoro sono di molto migliorati, rimangono ancora delle zone grigie su cui intervenire, da qui i controlli e le verifiche. Poi, non per ultimo, ci sono i comportamenti e gli atteggiamenti che non sempre sono rispettosi, anzi, che prendono sottogamba una situazione e un comportamento che devono esser sempre sotto controllo e improntati alla prudenza e al massimo rispetto delle regole. È un attimo sganciarsi dall’impalcatura mentre si sta effettuando un intervento, perché così si sta un pochettino meglio, ci si muove con più agilità: 99 volte su cento va bene, quella volta lì invece se ne paga le conseguenze». Secondo l’esperienza maturata nel settore dai carabinieri ispettori del lavoro, gli infortuni sono sempre «diretta conseguenza della mancata applicazione della normativa sulla sicurezza sui luoghi di lavoro - dicono dal comando di via Pico - oltreché spesso correlati ad altre violazioni giuslavoristiche, talvolta di mera rilevanza amministrativa, quali il cosiddetto lavoro nero, che in realtà denotano la volontà di ottenere economie di spesa a scapito della sicurezza ed incolumità dei lavoratori». Questa mattina a siglare il protocollo ci sarà il maggiore Gianfranco Albanese del Gruppo carabinieri tutela del lavoro di Venezia. —
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