Associazioni in guerra contro Esselunga «No al raddoppio»
Confesercenti guida la rivolta: «La variante è inopportuna Non si possono moltiplicare così le superfici di vendita»
Alla fine sono “solo” mille metri quadrati in più. Il fatto è che quei mille metri potrebbero anche “ingolosire” tanti altri operatori, con la conseguenza che diversi supermercati cittadini di medio-piccole dimensioni, da quelli storici a quelli appena arrivati, potrebbero puntare a un raddoppio della metratura. Al centro c’è il supermarket più discusso degli ultimi vent’anni, ovvero il punto vendita Esselunga che, dopo una lunga guerra con Coop giocata sul terreno dell’ex Consorzio agrario di via Canaletto, oggi finalmente ha tutto quello che serve per partire con un cantiere previsto a settembre prossimo. Tutto a parte un passaggio: la variante al Psc-Poc-Rue che consentirà anche alle strutture alimentari medio-grandi (oggi possono solo quelle medio-piccole) di operare fuori dal centro. Tradotto in numeri, se oggi il limite per i nuovi supermercati è fissato dagli strumenti urbanistici in 1500 metri di superficie di vendita, con la variante si passerà a 2500 metri, ovvero il 66% in più. Una variante il cui iter è partito la settimana scorsa, con la Conferenza di pianificazione che ieri mattina è tornata a riunirsi, con l’obiettivo di arrivare a breve in commissione Seta e quindi in Consiglio comunale. Ma a esprimere più di una perplessità sulla modifica, e soprattutto sugli effetti che l’innalzamento della metratura massima dei supermercati potrebbe avere in città, è stata l’associazione Confesercenti, che ha espresso formalmente un parere negativo sull’operazione. «Ovviamente non abbiamo nulla contro l’operatore - commenta il presidente per l’area Modena Mauro Salvatori - ma non condividiamo l’opportunità di portare da 1500 a 2500 la superficie massima per i punti vendita alimentari, creando un precedente che potrebbe portare diversi esercizi ad allargarsi. Tanto per fare un esempio - incalza Salvatori - cosa succederebbe domani se i supermercati modenesi di medio-piccole dimensioni decidessero di allargarsi? Insomma, se una quindicina di esercizi compresi tra gli 800 e i 1500 metri volessero aumentare di un migliaio di metri, improvvisamente la città si troverebbe 15mila metri di superficie di vendita alimentare in più: praticamente un nuovo centro commerciale…». Quindi, ricordando che «i consumi sono fermi da tempo», il presidente di Confesercenti fa notare che «più che pensare al nuovo, sarebbe il caso di sostenere l’esistente, che vive un momento difficile, come del resto diversi centri commerciali». Una posizione che durante l’incontro di ieri in via Santi è stata condivisa anche da Confcommercio e Lapam (sostanzialmente positivo invece il parere di Cna), preoccupate per i potenziali effetti delle modifica delle superfici di vendita: «Il nostro non vuole essere un “no” a prescindere - riprende Salvatori - ma un invito a riflettere, anche perché tutti i dati confermano la nostra posizione. Oggi in città ci sono tante realtà che potrebbero far leva sulla modifica per aumentare le dimensioni dei propri punti vendita, cosa che sarebbe ingiustificata in un momento di stagnazione dei consumi, a meno che i modenesi non inizino a mangiare otto volte al giorno...». Ma quali sono i supermercati cittadini che potrebbero ipotizzare un ampliamento e trasformarsi in strutture medio-grandi? Al momento non ci sono richieste formali, ma da tempo la Coop dei “Gelsi” di via Zamenhof sta valutando l’opportunità di allargarsi, mentre tra le strutture medio-piccole che potrebbero avviare una riflessione c’è anche la stessa Esselunga di via Morane, la sorella minore dei punti vendita di Sassuolo, Soliera e di quello che arriverà in via Canaletto. —
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