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cosa dice la fiab 

Castelli: «La chiave è poter percorrere in senso opposto tutte le zone 30»

S.L.

L’associazione lavora da anni per proporre soluzioni: «Sono dieci anni che chiediamo interventi per la mobilità dolce»

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«Abbiamo proposto - spiega Giorgio Castelli, responsabile della associazione Federazione Italiana Amici della Bicicletta (Fiab) - di inserire nel prossimo Codice della strada il ‘senso unico - eccetto per le bici’ che non significa assolutamente volere che i ciclisti vadano contromano. Questo deve essere chiaro. La nostra proposta prevede che una strada a senso unico per auto e altri mezzi a motore possa essere percorsa in entrambi i sensi dalle biciclette. È una condizione, già oggi non espressamente vietata dal Codice della strada e molto diffusa in tante città e paesi europei ed italiani nei centri storici dove si viaggia come limite massimo ai 30 all’ora».

Castelli parla di una situazione già diffusa in molti centri storici italiani, ma non nella nostra città. «Sono circa dieci anni - continua Castelli - che chiediamo all’amministrazione comunale di intervenire su questo tema. Ricordo che l’ex assessore Daniele Sitta ci rispose di lasciare perdere. Allora ci abbiamo provato con l’attuale amministrazione, ma anche in quel caso abbiamo ottenuto risposte con motivazioni veramente risibili. Come è possibile, chiedo, discutere con chi non dà risposte serie a sostegno delle proprie motivazioni? Da almeno cinque anni in tutto il centro storico di Reggio le bici vanno nei due sensi di marcia in tutta sicurezza. Perché a Modena non ci arriviamo?»

Questa vicenda legata al transito delle due ruote è uno dei temi “forti” della Fiab: «Abbiamo proposto al Comune - continua il rappresentante dell’associazione Amici della bici - di mettere una decina di cartelli in varie parti del centro storico per facilitare il transito delle biciclette. A Modena attualmente non ci sono cartelli che regolino, nel senso che le dicevo, il transito delle bici e nonostante questo si dice di volere favorire questo sistema di mobilità dolce. Prendiamo ad esempio la strada dove posteggiano i taxi, tra la chiesa del Voto e piazza Matteotti lungo via Emilia centro: quello è un senso unico, ma possono transitare i mezzi di Hera e degli altri servizi. Non possono transitare lì pure le bici in tutta sicurezza?».

Termina la legislatura e difficilmente si arriverà a una soluzione che non c’è stata in cinque anni: «I sensi unici - conclude Castelli - esistono in centro per impedire alle auto che entrano da un lato di uscire dall’altro usando questa importante zona come scorciatoia per i propri passaggi. Ma alle bici non si può chiedere di fare altrettanto». —

S.L.

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