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Emilio Rentocchini, il “custode” di una lingua mitica
«Ho cominciato a scrivere quando ho trovato una lingua con un peso specifico soddisfacente. Ed è stato il dialetto Così però sarei morto prima di nascere. Allora ho deciso di usare la traduzione italiana con pari dignità»
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MODENA. Un sorriso di giocosa benevolenza esprime Emilio Rentocchini, quando gli dicono che è tra i più grandi poeti contemporanei. Si schermisce se gli si ricorda che Edmondo Berselli ha riportato nel libro “Quel gran pezzo dell’Emilia” che Patrizia Valduga ha scritto, in un paio di articoli, che Rentocchini è il più grande poeta italiano.
C’è da crederle? Sta di fatto c...
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