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La raccolta di “Napo” è diventata virale

Enrico Ballotti
La raccolta di “Napo” è diventata virale

Contattato da tutta Italia per la collezione di biglietti «Me ne mandano da ogni parte, sono molto sorpreso»

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Da Mediaset ai quotidiani nazionali sino a scomodare “mamma” Rai. Quando arrivi ad aver catalogato qualcosa come 25mila biglietti di partite di calcio non potrebbe essere diversamente. Maurizio “Napo” Montaguti, collezionista savignanese, è comunque sorpreso da tutte queste attenzioni: «Da quando è uscito l’articolo sulla Gazzetta sono stato contatto da diversi giornalisti, tutti volevano sapere del mio archivio. Ultima la Rai che ha in programma un servizio per Uno Mattina in Famiglia in onda il sabato e la domenica. Francamente non me lo sarei aspettavo, ma allo stesso tempo sono molto contento. Anche se non sono certo abituato a stare davanti ad una telecamera, pensavo che tenere una collezione del genere chiusa tra quattro mura non aveva effettivamente senso. Meglio fare conoscere questa mia passione nata diverso tempo fa».

Nei raccoglitori di Napo ci sono vere e proprie “chicche”: biglietti di appuntamenti sportivi memorabili come Italia-Germania 4-3 ai Mondiali di Messico ’70, la “partita del secolo” per intenderci. Oppure il tagliando di Uruguay-Argentina, la prima finale di Coppa Rimet giocata a Montevideo ne 1930. Tutto catalogato per squadra, competizione e nazione di appartenenza. Trova spazio anche il lungo cammino del Modena che di “Napo” è la squadra del cuore. Insomma un vero e proprio museo di storia del calcio (e non solo) che, proprio grazie al clamore degli ultimi giorni, potrebbe diventare ancora più “ricco”.

«Molte persone, leggendo sui giornali o guardando il video della Gazzetta sui social, mi hanno contattato. Qualcuno da Milano, qualcun altro da Roma: “Ho una scatola da scarpe piena di biglietti dell’Inter dal ’70 in poi, può interessati?” Ma certamente… Mi sono trovato a rispondere così a domande del genere. Come ho avuto modo, sempre via Facebook, di stringere contatti con altri collezionisti che non conoscevo, qualcuno di questi dall’estero. Tutti con l’intenzione di contribuire alla mia raccolta, una serie di iniziative spontanee che come detto mi hanno parecchio sorpreso. Faccio un ultimo esempio perché credo che possa essere curioso e simpatico: il cameraman di Mediaset, che è venuto a casa per il servizio, si è presentato con una busta piena dei suoi biglietti, quelli che ha utilizzato per lavoro. Insomma, l’attenzione che si è creata attorno alla collezione mi ha anche permesso di arricchire ancora di più il mio archivio di tagliandi». —

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