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FANANO 

Lupi assaltano una mandria Le mucche riescono a fuggire

Daniele Montanari
Lupi assaltano una mandria Le mucche riescono a fuggire

Due animali, uno dei quali azzannato, erano usciti dall’azienda “La Borraccia” Il proprietario: «Sono vicino a casa». Il sindaco: «Gli allevatori vanno tutelati»

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Altre due mucche in fuga per una giornata in Appennino, con notte all’addiaccio e forti timori di una brutta fine. Dopo il caso “epico” di Lama Mocogno, dove nella notte tra il 23 e il 24 gennaio due vacche bianche modenesi scapparono dal macello in mezzo alla neve, stavolta è successo a Fanano, ma non per ansia di libertà, visto che erano animali in mezzo al verde al pascolo. Sono scappate da qualcosa che le ha così terrorizzate da tenerle lontane quasi 24 ore: un predatore, lupo o simil lupo, che è riuscito anche a dare un morso a una di loro, lasciando la ferita profonda dei due denti a zanna nella coscia posteriore sinistra.

Era un tranquillo sabato pomeriggio nell’azienda agricola “La Borraccia” in via Ca’ Frati, sopra a Fanano, nella zona verso Passo del Lupo, quando due manze di 12 e 14 mesi che erano tranquillamente al pascolo verso le 16.30 sono improvvisamente “impazzite”.

«Sembravano matte - racconta il titolare Tiziano Ugolini - Sono partite facendo una sfuriata di corsa che non c’era verso di trattenerle: hanno saltato due recinzioni, siamo corsi dietro per un’ora in mezzo ai campi ma all’imbrunire abbiamo dovuto desistere perché si erano infilate lungo un pendio che rendeva pericoloso qualsiasi recupero. Ci siam detti: alla mattina saranno più tranquille. Invece no: alle 9 quando le abbiamo riavvistate erano ancora indemoniate: non si avvicinavano, per chilometri e chilometri. Siamo riusciti a prenderle verso mezzogiorno, quando erano già alle porte del paese: una in un recinto, l’altra finita addirittura in un giardino di casa».

Una volta recuperate, si è capito il motivo di tanta paura: «Una aveva questa profonda ferita alla gamba - spiega - non di cinghiale ma di altro predatore. Io i lupi non li ho visti stavolta, ma altre volte sì, anche a 30 metri da me. E due anni fa mi mangiarono una mucca intera al pascolo».

Solo ieri le due mucche hanno recuperato un comportamento normale e sono state tirate fuori dal box. «Ma non si può vivere nella paura» si sfoga Ugolini.

L’APPELLO DEL SINDACO «Non si possono lasciare i pochi allevatori rimasti i montagna in questa situazione - dice il sindaco Stefano Muzzarelli - Provincia e Regione devono affrontare il problema, lupi o cani selvatici che siano. Una volta attaccano una mucca, una volta un cane... Sono diventati troppi gli episodi, ci vuole un piano di controllo e intervento. Gli allevatori che restano sul territorio con difficoltà e sacrifici vanno tutelati e aiutati, penso anche alla gestione dei piani di spandimento, sennò li perderemo tutti. Noi abbiamo investito su di loro con i due nuovi bacini di approvvigionamento idrico al servizio di Canevare e Trentino. Ma se poi subiscono predazioni continue, tutti gli sforzi diventano vani».

«E c’è anche un’incognita sanitaria da affrontare: i predatori possono trasmettere la rabbia silvestre - nota l’assessore Moreno Guerrieri - In Slovenia è già successo, non è poi così lontano. E si trasmette anche all’uomo». —

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