«Pecora sbranata, non voglio risarcimenti»
PAVULLO. «Non chiederò risarcimenti alla Regione, perché ho subito troppe delusioni in passato. Ho capito che devo affrontare il problema da solo, e lo sto facendo». Così Dino Mazzini, l’allevatore di Verica che nella notte tra venerdì e sabato si è visto sbranare un’agnellina e una grossa pecora di un quintale nel suo allevamento di Casa Capuzzola che sta cercando di riavviare (nel 2010 fu costretto a chiudere per le predazioni). Da un anno e mezzo non subiva più attacchi, in seguito all’istallazione di una super rete. Ma lupi o cani-lupo sono riusciti a trovare un punto debole e hanno scavato. «Ho mandato il verbale del veterinario agli uffici in Regione e mi hanno risposto solo che avevo 5 giorni per far domanda di risarcimento. Nel 2014 l’avevo fatta per un’asina sbranata, e per darmi i pochi soldi ci hanno messo due anni e mezzo. C’è un mondo burocratico che è evidentemente contro gli allevatori. Per protesta faccio da me: ho steso 150 metri di rete, gli animali li ricomprerò». —
D.M.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google