A fuoco ettari di sterpaglie Paura per il borgo di Casara
Oltre 20 pompieri sono stati impegnati sei ore per domare le fiamme Sul posto anche l’elicottero per effettuare lanci d’acqua. Si indaga sulle cause
Un incendio dalle vaste proporzioni ha messo in pericolo il borgo di Casara, a San Michele. Erano da poco passate le 13, ieri, quando le fiamme sono divampate in sei ettari, di cui cinque composti da sterpaglie e uno da sottobosco. L’estensione delle fiamme ha mobilitato sulla strada per Casara un’imponente task force di vigili del fuoco, cui si è aggiunta la polizia municipale. Nel dettaglio, sono intervenuti oltre 20 vigili del fuoco: tre squadre e sei mezzi, tra Modena, Sassuolo e i volontari di Frassinoro. A Casara sono arrivati anche i Dos, da Reggio Emilia, ovvero i tecnici che dirigono le operazioni complesse di spegnimento come queste, insieme all’elicottero da Bologna che ha sorvolato la zona, effettuando una ventina di lanci.
Le cause sono in corso di accertamento. Sul posto non sono stati trovati mozziconi di sigaretta o altri elementi che possano ricondurre a una causa dolosa. Tuttavia, trattandosi di una zona impervia, che non è stato semplice tenere sotto controllo, ulteriori approfondimenti potrebbero rivelare nuovi scenari in una fase successiva.
I vigili del fuoco hanno impiegato dalle 13.30 fino alle 19 per spegnere le fiamme. A dare l’allarme è stato un agricoltore che ha notato il rogo da Barighelli, sulla sponda opposta del borgo andato a fuoco.
«Vedevamo un grande fuoco alto all’altezza di una casa di legno - racconta Franco Bastardi, un residente - Se l’incendio fosse divampato un altro giorno, con molto vento, i tetti delle case vicine sarebbero bruciati». Nell’incendio non ci sono stati feriti.
«Le operazioni di spegnimento - aggiunge Santo Natoli, caporeparto dei vigili del fuoco del comando di Modena - sono state difficili perché la zona è molto impervia. Abbiamo dovuto prestare attenzione a non scivolare. È stato necessario un preciso coordinamento con chi stava pilotando l’elicottero da cui partivano i lanci d’acqua per evitare di intralciarci. La presenza di più squadre si è rivelata indispensabile per circoscrivere l’incendio».
Tra le cause da cui è scaturito il rogo, c’è chi ipotizza possa esserci la siccità. «Non piove da tempo - sottolinea un residente - E capitano queste cose come risultato del clima». Particolari che, insieme ad altri, verranno analizzati e verificati nei prossimi giorni. —
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