Ipotesi moschea alla Venturina Gargano: «Nessuna richiesta»
L’assessore e candidato sindaco risponde alle accuse della leghista Girotti «Se la comunità islamica lo chiederà agiremo solo in base alla legge»
Si accende il dibattito politico sull’ipotesi moschea avanzata nei giorni scorsi dalla capogruppo della Lega Cristina Girotti. Anche se il termine moschea risulta inappropriato, dato che non si tratterebbe della realizzazione di un vero e proprio edificio sacro, bensì di un nuovo centro culturale islamico che andrebbe a rimpiazzare quello attuale di via Ripa.
L’esponente del Carroccio ha fatto sapere che l’associazione culturale islamica sarebbe interessata all’acquisto all’asta dell’edificio di via dei Falegnami 4, uno stabile dismesso in cui si trovava la sede della Brainox. Il prezzo vendita base dell’asta è di 450mila euro e l’associazione islamica sarebbe già in possesso di 200mila euro e ora, tramite un annuncio, starebbe cercando donazioni per raggiungere la quota ncessaria.
la replica di gargano
Girotti, inoltre, accusa la giunta di avere parte attiva nella realizzazione del progetto, accuse alle quali Giovanni Gargano, attuale assessore e candidato sindaco del Pd, risponde precisando la posizione dell’amministrazione comunale.
«La comunità islamica sta cercando già da tempo - specifica Gargano - una soluzione nuova a quella di via Ripa dopo 16 anni, e sottolineo 16. Quindi una nuova sede per il centro culturale islamico. Hanno partecipato, come può fare qualunque cittadino, a una pubblica asta il cui iter, fra l’altro, non è ancora concluso. Perché al momento non c’è l’assegnazione di quel bene alla comunità. L’amministrazione, dunque, ad oggi non è ancora a conoscenza di nulla, perché non ci è pervenuta alcuna comunicazione scritta a proposito dell’edificio in questione. Quindi in questo momento stiamo parlando di qualcosa che ancora non esiste».
Gargano, poi, chiarisce che l’amministrazione comunale, in ogni caso, agirà seguendo solo la legge: «Nel caso in cui l’iter arrivasse a termine e venisse avanzata una richiesta da parte della comunità islamica, verrà elaborata in base a ciò che le leggi italiane ci mettono a disposizione, tenendo ben presente la legittima possibilità che qualsiasi cittadino italiano o associazione ha di poter esercitare una qualsivoglia attività che non infranga le leggi italiane. A quanto mi risulta in uno Stato democratico quale è l’Italia mi pare che sia ancora possibile fare tutto ciò?».
La domanda retorica con cui Gargano conclude l’intervento anticipa invece una presa di posizione specifica: «Come anni fa, anche oggi sono d’accordo sul fatto che bisogna delocalizzare l’attuale sede del centro culturale islamico. Quindi spostarla dal centro storico e sistemarla in un luogo che dovrà essere studiato in maniera contestuale con il livello di impatto che può avere in una determinata zona: penso ad esempio ai parcheggi o alle infrastrutture o ai controlli e alla sicurezza. Tutti aspetti che erano già previsti nel primo piano presentato dalla comunità islamica che poi è abortito. Tutto ciò a meno che nel prossimo futuro non vengano cambiate le leggi italiane e venga scritto che questa operazione non si può fare. Io, essendo il rappresentante di un’istituzione, rispetto ciò che l’ordinamento e la Repubblica mi mette a disposizione». —
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