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SAN FELICE 

La Regione rivuole mezzo milione La Ster fa causa ma dovrà difendersi

Francesco Dondi
La Regione rivuole mezzo milione La Ster fa causa ma dovrà difendersi

Revocato il parziale contributo della ricostruzione post sisma Accesso della Finanza. Atti al Consiglio di Stato e in Procura

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Era il 20 gennaio 2017 e alla Ster veniva celebrata la storia di un’altra azienda capace di reagire al terremoto e di ricostruire. Insieme alla proprietà parteciparono alla cerimonia il sindaco Alberto Silvestri e l’assessore regionale Palma Costi, esaltando la caparbietà della famiglia Golinelli, specializzata nella produzione di piadine e prodotti alimentari. Un’impresa, quella della Ster, possibile anche grazie ad un contributo di ricostruzione di 3,9 milioni di euro (decreto del 29 marzo 2017) a cui aggiungere altri soldi dei titolari, che scelsero di innovare ed investire.

Ma a luglio 2018 la bella storia della Ster ha avuto risvolti che ora dovranno essere affrontati nelle aule di tribunale. Perché dalla Regione arriva un decreto di revoca parziale del contributo: si ordina la restituzione di circa 500mila euro “con riferimento alla mancanza (accertata a seguito di verifica effettuata dalla Guardia di Finanza), in capo alla ricorrente, delle necessarie autorizzazioni sanitarie e dei Vigili del Fuoco, per l’impianto produttivo aziendale dismesso ubicato nel fabbricato C”, si legge negli atti. La Ster ha infatti proposto immediato ricorso al Tar, che ha respinto l’istanza cautelare e anche il Consiglio di Stato - in attesa della discussione del ricorso - ha rigettato l’Appello. Ma in parallelo di quanto avvenuto è stata anche informata la Procura di Modena che ha chiuso le indagini e presto partirà la discussione sulle eventuali responsabilità penali legate alla indebita percezione di contributi pubblici.

Ma cosa è accaduto realmente? La Guardia di Finanza ha effettuato un accesso ispettivo constatando che un nuovo macchinario era stato acquistato con i soldi della ricostruzione in sostituzione - sostiene l’accusa - di un mezzo che però non faceva più parte del ciclo produttivo in quando “obsoleto, desueto e inutilizzato”. A fronte di ciò la Regione ha decurtato il contributo.

«Ma il comitato di Valutazione della struttura commissariale - spiega l’avvocato Stove che rappresenta la Ster - aveva autorizzato quel rimborso. I miei assistiti, nel rapporto pressoché settimanale con i tecnici dello studio e con quelli regionali, avevano segnalato che il macchinario poi contestato dalla Finanza era sì inutilizzato per il ciclo produttivo, ma era funzionale ad effettuare prove di cottura in vista della produzione effettiva. Non abbiamo nascosto alcuna informazione e infatti la Regione stessa ci ha autorizzato il rimborso, consentendo anche l’acquisto di un macchinario sostitutivo, nuovo e in grado di dare lavoro ad ulteriori otto persone. Non si tratta di un “fatto nuovo” - conclude Stove - unico caso ammissibile per la revoca, bensì di un fatto noto e condiviso con la Regione». —

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