«Sono stata truffata col trucco del rigo sulla portiera dell’auto»
«Quando quella donna se ne stava andando via, ho avuto la chiara sensazione che mi avesse truffata. Ma ero stressata, in mezzo al traffico, in ritardo sul lavoro e non avevo la voglia e la capacità di affrontare così su due piedi cosa mi era appena successo. E quando le ho detto di fare almeno una foto alle nostre auto, lei mi ha risposto che avrebbe chiamato i vigili. Allora ho lasciato stare. Così mi hanno truffato 50 euro». Alessandra, modenese, racconta la sua disavventura accaduta ieri mattina alle 9, all'ora di punta: è stata vittima della classica truffa del finto incidente stradale, simile a quello dello specchietto esterno rotto. Le è capitata una coppia: lei, accento napoletano, mora, magra e bassina; lui tarchiato, capelli corti, e stelle tatuate sul collo. Racconta Alessandra: «Andavo al lavoro sulla mia Polo in via Ciro Menotti quando ho sentito uno strano rumore. Ho proseguito. Poi al Tempio, vicino alla rotatoria, in mezzo al traffico mi affianca un'auto grigia e la guidatrice mi grida: «Non hai visto? Mi hai colpito l'auto!» Accostiamo, scendiamo e mi dice subito: «Adesso facciamo la constatazione, tira fuori il Cid». Le ho detto che era il caso di parlarne, che chiamavo mio marito. Lei, dicendo che non aveva tempo, mi ha indicato una strisciata sulla fiancata della mia auto e un danno al suo paraurti anteriore. Poi mi ha detto che era incinta, che doveva sbrigarsi perché doveva fare delle visite. Insomma, mi ha fatto un tale pressione che non ho capito più niente». «Dammi 50 euro - dice l'altra - e ci togliamo tutti di qui». Il segno sulla portiera era finto: fatto soltanto con un pastello a cera. —
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