Tartari sospeso altri 4 mesi «Un provvedimento ingiusto»
Il dirigente del settore Cultura non rientrerà al lavoro entro la fine della legislatura «Invece della commissione il sindaco poteva revocarmi l’incarico». Farà ricorso
«Trovo il provvedimento della sospensione per altri quattro mesi ingiusto. Se il sindaco avesse voluto revocare il mio incarico avrei capito, dal momento che era venuto a mancare il presupposto della fiducia, da parte sua, ma anche da parte mia. Ma lo svolgimento del procedimento tramite una commissione disciplinare non lo trovo giusto». A parlare è Diego Tartari, dirigente del settore Cultura “travolto” da mesi da un’articolata indagine. Tartari avrebbe dovuto rientrare stamattina al lavoro dopo una prima sospensione, in via cautelativa, della durata di un mese. A questo periodo, tuttavia, la commissione disciplinare istituita dal sindaco Alberto Bellelli, ha deciso di aggiungere un ulteriore periodo di sospensione, stavolta sanzionatoria, di quattro mesi, non retribuiti. E pare molto difficile ipotizzare un rientro per il dirigente, dal momento che il suo contratto, ex articolo 100 del Testo unico degli enti locali, è strettamente legato al mandato del sindaco, che per questa legislatura si concluderà il 26 maggio. Al centro delle contestazioni c’è il Capodanno, cancellato soltanto tre giorni prima dell’evento. Tutti i partecipanti al bando hanno ricevuto un modulo con una cifra sbagliata: 30mila euro invece di 50 mila euro. La somma è relativa ad almeno due eventi che i partecipanti avrebbero dovuto organizzare per il Comune negli ultimi due anni.
Tartari, perché dice che questo provvedimento è ingiusto?
«Sia per le modalità, sia per il contenuto - risponde il dirigente - Ripeto, se Bellelli avesse voluto revocarmi l’incarico lo avrei capito. Ma mettere in piedi una commissione disciplinare no. Del resto, l’aver disposto la commissione conferma come la fiducia fosse venuta meno. C’è una cosa positiva, però».
Quale?
«La commissione non ha ravvisato motivi per licenziarmi. Questo indica che il presunto errore non è di una gravità tale da indurre quel provvedimento».
Se tornasse indietro cambierebbe qualcosa?
«Io rivendico di avere agito nel modo giusto. Ho segnalato l’errore quando me ne sono accorto e agito di conseguenza con le verifiche quando ho potuto farlo».
Sta valutando altre proposte di lavoro?
«Avevo superato una preselezione del Comune di Padova, ma non potrò più prendervi parte».
Anche l’avvocato di Tartari, Paolo Gianolio, definisce ingiusto il provvedimento di sospensione. «Non c’erano gli estremi per infliggere la sanzione - aggiunge Gianolio - Si sono concentrati, inoltre, soltanto sulla posizione del dirigente, senza valutare altri soggetti politici o amministrativi coinvolti».
Il provvedimento verrà impugnato da parte del dirigente per richiedere l’annullamento della sospensione prevista, oltre a un eventuale risarcimento. —
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