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Bper, entro 2021 utile a 450 milioni e 1.300 esuberi fra i dipendenti

Stefano Turcato
Bper, entro 2021 utile a 450 milioni e 1.300 esuberi fra i dipendenti

La razionalizzazione prevede che saranno chiuse 230 filiali  dopo l’acquisizione delle 258 di Unipol. I criteri di crescita

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Era l’Investor Day, la giornata dedicata agli investitori del capitale Bper, e quindi si sono sprecati tecnicismi di ogni genere, sigle spesso misteriose per i più, tante domande all’Ad Alessandro Vandelli regolarmente rimaste senza risposta o, secondo logica, con repliche caratterizzate da lunghe serie di parole che non potevano soddisfare la curiosità degli investitori prima o dei giornalisti nella successiva conferenza stampa.

Ma la presentazione milanese del Piano strategico 2019-2021 di Bper Banca è comunque ricca di contenuti che vanno dalle conseguenze delle operazioni più recenti (acquisizione di Unipol Banca e sinergie con il Gruppo assicurativo, controllo totale del Banco di Sardegna e della maggioranza in Arca Sgr) all’annuncio di obiettivi ambiziosi come l’utile netto che nel triennio dovrà passare a 450 milioni di euro (+7%), un incremenrto della digitalizzazione, tagli significativi dei costi e dei rischi del credito, una crescita ulteriore che dovrà però passare per la chiusura di 230 filiali, la metà delle quali entro quest’anno 2019, e l’uscita di oltre 1.700 addetti solo in parte compensata da 400 assunzioni per acquisire nuove competenze.

E su questo punto, che ovviamente attira le attenzioni di tutti fatta eccezione per investitori e analisti, è opportuno chiarire alcuni aspetti. In primo luogo va detto che, secondo tradizione della banca, non si tratterà di uscite traumatiche di lavoratori ma accompagnate da un Fondo di solidarietà per 1.500 addetti e integrate dalla riduzione del ricorso al lavoro interinale per 230 unità. Va detto che in ogni caso al termine di questo Piano triennale il numero dei dipendenti Bper, nonostante questi interventi, sarà incrementato e non diminuito. L’apporto di Unipol è di 2.200 dipendenti, quasi 500 in più rispetto alle uscite programmate.

Considerazione che vale anche per il numero delle filiali: con Unipol Banca nell’orbita Bper entrano 258 sportelli che si aggiungono ai 1.218 esistenti mentre il Piano prevede 230 chiusure.

L’Ad Vandelli non ha chiarito quali potranno essere le aree maggiormente coinvolte dalle chiusure di filiali ma è noto che circa una settantina saranno sedi ex Unipol e molte altre riguarderanno istituti di credito da tempo entrati nel Gruppo Bper e senza considerare quelle già programmate nell’ambito della acquisizione della ex Carife: si tratta di filiali in passato diffuse quasi in ogni quartiere di determinari centri e ora superate dai tempi. Non va dimenticato che la digitalizzazione ha ormai mutato radicalmente le abitudini di molti clienti che, per un prelievo di denaro o per un bonifico, ormai da tempo non mettono più piede in filiale. Si può affermare che il territorio modenese di fatto non sarà interessato più di tanto da questi interventi di razionalizzazione. Riguardo i dividendi agli azionisti, Vandelli ha fatto notare che negli ultimi tre anni sono stati in crescita (da 6 a 11 e ora a 13 centesimi) ma ha ammesso che ci sono i margini per un incremento ulteriore. E, pressato da investitoti e giornalisti, ha negato ipotesi di altre aggregazioni ma non ha escluso di valutare eventuali opportunità in questo ambito. —

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