I mali del centro storico: viabilità, caro affitti e arredo
Sono queste i maggiori problemi sollevati in un sondaggio dai commrcianti No allo spostamento del mercato settimanale. Più sinergia con gli eventi
Arredo urbano, viabilità e caro affitti sono i principali problemi del centro storico di Pavullo, secondo i commercianti lo abitano. E che dicono no allo spostamento fuori del mercato settimanale. E' questa l'estrema sintesi dell'articolato sondaggio sul cuore urbano presentato ieri in Unione da Maurizio Brama (Confcommercio Modena) nell'ambito dell'incontro organizzato assieme a Cna che ha anche fotografato più in generale le nuove abitudini di consumo e la necessità per i negozianti di affrontare la sfida web. Lo studio si è basato su un questionario sottoscritto a ottobre da 95 delle 130 imprese commerciali (il 73%) che vanno da piazza San Bartolomeo all'incrocio con viale Martiri: 21 domande che hanno fotografato in maniera approfondita quadro attuale ed esigenze.
LE QUESTIONI CALDE
Partendo dall'analisi dei problemi, l'86,6% ha sottolineato l'esigenza di intervenire sull'arredo urbano: illuminazione in primis, poi marciapiedi e pavimentazione. Secondo tasto dolente, viabilità e questione parcheggi, su cui il 61,8% vuole cambiamenti. Poi il caro affitti, ritenuto elemento critico dal 60,7%. Sempre sentita anche la questione sicurezza, dal 51,6% degli intervistati. C'è poi una buona richiesta (29,8%) di incremento di eventi nel periodo estivo. Sul fronte del mercato, il 51,1% ritiene dannoso per gli affari uno spostamento fuori dal centro, e un 8,7% addirittura "drammatico". Solo il 14,1% lo giudica necessario, e il 9,8% utile. In questo quadro, Confcommercio ha indicato necessità d'azione in tempi rapidi partendo intanto da piccole cose, e programmando le grandi: «Intervenire prioritariamente – ha sottolineato Brama - su illuminazione, marciapiedi, pavimentazione, arredo urbano basico (panchine, posacenere, portabici) e sulla ritinteggiatura delle facciate coinvolgendo le proprietà con incentivi. Puntare su una maggiore integrazione con gli ambulanti cercando di trovare il giusto equilibrio nell'offerta. E contrastare l'abusivismo. Poi creare nuovi parcheggi al servizio dei clienti, perché quelli che ci sono non bastano: questo è il principale fattore di aumento dell'attrattività secondo gli intervistati». Sul fronte eventi, diverse le raccomandazioni: «Crearne di nuovi, tipicizzare – ha indicato - e fare interagire eventi commerciali e culturali per intercettare nuove fette di turismo. Fare più sinergia: durante le iniziative gastronomiche i negozianti potrebbero integrare l'offerta con piatti a tema. Quando tutti gli attori parlano la stessa lingua la comunicazione ai clienti arriva più forte».
CURIOSITà
Ma la ricerca ha messo in luce altri elementi degni di nota. Per l'83,7% gli orari d'apertura vanno bene così, la concorrenza tra piccoli negozianti non è molto sentita (20,3%), numero e varietà dei negozi sono giudicati idonei (54,8%), e sono promossi assortimento e qualità (68,8%), così come vetrine e arredamento (60,8%). Fra i commercianti poi c'è una bella stima reciproca: il 65,4% dà giudizi alti sulla professionalità degli operatori. Balza all'occhio anche il 64,8% che non ritiene importante coinvolgere negli eventi gli altri commercianti di piazza Toscanini e della Campanella. Last but least, il rapporto con il Comune (non solo l'attuale amministrazione) è giudicato dal 58,7% accettabile, anche se sono tanti i semplici 6 (38,6%) e non ci sono 10 (ma un 2,9% di 9 e un 4,3% di 8). —
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