Il sindaco Bellelli: «Questa città merita un nuovo Ramazzini»
La nuova richiesta nel giorno dell’Open Day dell’ospedale. Tanti cittadini hanno scoperto le eccellenze dei reparti
CARPI. Il ringraziamento più sentito è stato riservato ai volontari. Erano in tanti ed erano emozionati, abituati – da sempre – a offrire il proprio generoso contributo nella maniera più silenziosa possibile, lontani dalle luci della ribalta: «La salute è il primo dei beni comuni e questa comunità ne è consapevole – ha evidenziato il sindaco Alberto Bellelli – Le donazioni all’ospedale dei privati, dell’associazionismo e degli enti sono non solo un grande gesto di solidarietà, ma anche di identità e appartenenza alla nostra città». È stata soprattutto la giornata dell’orgoglio carpigiano l’open day che l’Azienda Uslha organizzato ieri pomeriggio all’ospedale Ramazzini, un’occasione per mostrare ai cittadini quanto la solidarietà e la generosità contribuiscano a rendere la struttura più moderna e funzionale grazie alle strumentazioni all’avanguardia acquistate con le donazioni: «Noi siamo quelli che se hanno un secondo libero lo mettono a disposizione degli altri e io sono orgoglioso di questa comunità», ha ribadito il sindaco Bellelli, sottolineando però che «in questa struttura non si può ignorare in che condizioni siano mura e scale. Il consiglio comunale ha approvato un ordine del giorno con il quale si chiede la costruzione di un nuovo ospedale: non ci interessa dove, ma va fatto perché questo attuale è insufficiente ad ospitare un capitale umano di tale valore». Erano in tanti i professionisti che ieri hanno mostrato a cittadini e volontari le nuove strumentazioni acquistate nel 2018 grazie al contributo della Fondazione CR Carpi: un sistema radiologico mobile che consente l’indagine direttamente in sala operatoria, due nuovi ecografi portatili completi di sonde per la Nefrologia e l’Urologia, cinque ventilatori polmonari per Medicina, Cardiologia e Pronto Soccorso: «Agli oltre 9 milioni di euro stanziati in 25 anni di attività, per impianti e nuovi reparti, si aggiungono 11 nuove attrezzature frutto di un’attività di coordinamento costante tra la Fondazione e l’azienda USL di Modena – ha sottolineato Corrado Faglioni, presidente della Fondazione CR Carpi – Se abbiamo investito così tanto è perché crediamo in una presenza ospedaliera importante in questa città». Un ospedale che da sempre ha avuto al suo fianco una vera e propria muraglia costituita dalle tante associazioni che ogni giorno sono in prima linea per garantire la massima assistenza. Una su tutte l’Associazione malati oncologici Carpi, Amo, che in 22 anni ha donato quasi 7 milioni di euro e alcune delle ultime tecnologie sono state acquistate proprio con questi fondi (in particolare grazie alle donazioni di Attilio Bedocchi, della famiglia Benetti e della famiglia Marchesini-Losanno in ricordo di Lucia Losanno). Tra questi: un sistema di mammografia digitale 2D, un elettrobisturi con carrello, un software che consente la fusione di immagine ecografica e risonanza magnetica. Nelle ultime settimane, poi, l'Amo ha ricevuto una donazione anonima di 100mila euro che andrà sempre a beneficio dei pazienti. «L’attaccamento che si ha al bene pubblico ci sprona a fare sempre meglio – ha sottolineato il direttore generale Ausl Massimo Annicchiarico – Nulla di ciò che enti e cittadini restituiscono al servizio sanitario pubblico può essere considerato meno che uno straordinario tratto della solidarietà e del senso di comunità dei cittadini di questi territori». Un ringraziamento speciale è stato poi riservato ai singoli cittadini (come Maura Severi, che ha donato 300 mila euro) e a tutte le associazioni che continuano a rendere un prezioso contributo: APT-Associazione Pazienti Tiroidei, Casina dei Bimbi, ADICA-Associazione Diabetici Carpi, Rotary Club, Lions Club Carpi “A. Pio”, APS Alberto Pio. —
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