Gazzetta di Modena

Modena

otto arresti dei carabinieri 

Rifornivano lo spaccio con quintali di droga

Rifornivano lo spaccio con quintali di droga

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Da Parma a Modena per stroncare un’organizzazione che riforniva gli spacciatori nella nostra città, in provincia, allargandosi anche alle vicine Reggio e Bologna. I carabinieri del nucleo investigativo di Parma, sono riusciti a ricostruire una vasta rete di spaccio e ieri hanno arrestato otto indagati, tutti magrebini, per traffico e detenzione illecita di droga. L’indagine era partita da uno spacciatore marocchino, che faceva la spola tra Parma e il nostro territorio. Dopodiché, nell’arco di due anni, i carabinieri hanno individuato a Modena due fratelli marocchini attivi nella distribuzione all'ingrosso di cocaina: riuscivano a piazzarne fino a quasi mezzo chilo al giorno. Sempre a Modena, altre due persone, una delle quali gestore di un salone da barbiere, riceveva dal Marocco proposte di acquisto di partite hascisc dislocate in varie parti d'Italia, non consegnate ai clienti e quindi ancora nella disponibilità del corriere. Le indagini sono state rese complesse dall’uso di alcuni accorgimenti per eludere le intercettazioni, linguaggi “in codice”. Ad esempio, il termine “giacca” aveva il significato di “panetto di hascisc” mentre i clienti richiedevano tramite sms la quantità di droga indicando nel messaggio un numero di telefono le cui tre ultime cifre indicavano il quantitativo di cocaina. Nel corso dell'attività sono stati sequestrati complessivamente circa 200 chili di hascisc e 100 grammi di cocaina. Il valore della droga è di 200mila euro: solo il 29 febbraio 2016, sulla A1, vicino al casello autostradale di Parma, i militari del nucleo investigativo hanno rinvenuto stipati, nel bagagliaio di una Panda partita da Roma, 180 chili di hascisc. Il procuratore capo Lucia Musti si è compiaciuta coi militari per l’operazione e ha sottolineato come «uno degli indagati sia sorpreso in possesso di 1 etto di hascisc proprio mentre veniva data esecuzione all’ordinanza cautelare. Per un altro degli indagati, detenuto in Germania, è stato richiesto il mandato di arresto europeo». —

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