Gazzetta di Modena

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l’incontro 

«Cattolici, coraggio è l’ora di tornare a fare politica»

Paolo Seghedoni
«Cattolici, coraggio è l’ora di tornare a fare politica»

L’arcivescovo torna a chiedere ai fedeli un impegno diretto per il bene comune «Non si possono tirare i remi in barca, tutti devono remare»

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«È importante non tirare i remi in barca come cattolici, ma remare e questo non è scontato adesso, in un periodo in cui si vive una grande disaffezione verso la politica». Il vescovo di Modena, don Erio Castellucci, parla dopo la serata su cattolici e politica promossa dall’ufficio di pastorale sociale della diocesi con Giuseppe Savagnone, saggista e scrittore.

Don Castellucci, che ha sostenuto la realizzazione della serata e che da sempre ha a cuore l’impegno politico dei cristiani e che in questo è pienamente nella linea di papa Francesco e del predecessore Benedetto (entrambi hanno più volte invocato l’arrivo di una nuova generazione di laici cristiani impegnati in politica) prosegue: «C’è un livello che possiamo definire pre politico, più caratterizzato sotto il profilo culturale, di impegno per il bene comune. Un lavoro che non passa necessariamente attraverso l’impegno politico diretto, ma attraverso l’informazione e la formazione. 70 anni fa la scrittura della Costituzione fu possibile perché trovarono un terreno comune diverse culture: cattolici, liberali e comunisti. Adesso, purtroppo, i cattolici non trovano un terreno comune nemmeno tra di loro».

Il vescovo parla anche dei temi della politica locale, in vista delle elezioni della prossima primavera: «Nella lettera alla città ho parlato del tema demografico. Penso che a livello locale si possa solo continuare a incentivare le politiche per la famiglia. Al tempo stesso penso sia necessaria l’attenzione al territorio, alle famiglie, alle varie forme di povertà. Questi sono i temi principali da cui partire per pensare alle politiche necessarie per il futuro delle nostre città».

Fin qui le parole di don Erio Castellucci, che comunque era presente anche all’incontro con Savagnone, incontro che ha avuto una buona partecipazione con più di cento persone presenti. Giuseppe Savagnone ha parlato del fatto che la partecipazione alla vita politica per i cattolici è sempre stata difficile, almeno dall’Unità d’Italia. Savagnone ha spiegato che non si tratta di pensare a una nuova formazione politica di cattolici (il ‘partito dei cattolici’ che come un fiume carsico ciclicamente torna all’ordine del giorno), ma piuttosto pensare a un lavoro culturale, che viene prima e che va fatto in rete anche con altri soggetti. Lo stesso scrittore ha concluso spiegando come, nella dissoluzione dei partiti dopo Tangentopoli, il Magistero della Chiesa italiana ha giocato un ruolo probabilmente troppo forte. Savagnone ha invece esortato i laici a prendersi le responsabilità della politica, non cadendo nel clericalismo. La serata è stata poi chiusa dall’intervento del vescovo Castellucci. —



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