Piano Bper, i sindacati contestano i «tagli» Dubbi sulle sedi Unipol
Le richieste di Cisl, Cgil e Confsal a tutela dell’occupazione Nel Modenese sono 9 gli sportelli della banca di Bologna
L’annuncio di 1.300 esuberi di personale da parte di Bper, nell’ambito del Piano strategico 2019-2021, ha suscitato le reazioni dei sindacati del settore bancario che criticano le scelte di Bper.
La banca modenese, dopo l’acquisizione di Unipol Banca, si ritrova con 258 filiali in più e circa 2.200 nuovi dipendenti. Nel Piano triennale Bper ha previsto la chiusura di 230 sportelli e l’esubero di 1.700 addetti, uscite in parte compensate da 400 assunzioni programmate.
Fra le 230 filiali che verranno chiuse una settantina riguardano Unipol Banca con un provvedimento che preoccupa i sindacati anche per il territorio modenese, che però dovrebbe essere interessato in minima parte. In provincia di Modena sono 9 le filiali di Unipol Banca e i timori che le chiusure possano riguardare anche una o due di queste al momento non trovano riscontri. Le nove sedi di Unipol Banca sono collocate 4 in città a Modena e le altre a Carpi, Castelnuovo, Mirandola, Sassuolo e Vignola. Le altre 160 chiusure di filiali riguarderanno in gran parte istituti di credito entrati in passato nel Gruppo Bper: filiali che in altri tempi erano state aperte quasi in ogni quartiere di determinari centri, sportelli ora superati dai tempi. Va anche ricordato che la digitalizzazione ha ormai mutato radicalmente le abitudini di molti clienti, che non frequentano più le filiali per affidarsi alla multicanalità.
Ma anche se i tagli, come pare accertato, coinvolgeranno solo in minima parte l’area modenese, è comprensibile che i sindacati non siano soddisfatti per gli annunci dell’amministratore delegato Alessandro Vandelli, che ieri ha incontrato rappresentanti sindacali.
«Da una banca in salute - ha detto Riccardo Colombani di First Cisl - ci saremmo aspettati più audacia e, dunque, una maggiore focalizzazione sulla crescita dei ricavi invece che il solito ricorso ai tagli all’occupazione e al servizio al territorio. Auspichiamo che, anziché privarsi di tante professionalità consolidate, si investa sulle persone, dedicandole a potenziare la gestione interna paziente dei crediti problematici, in particolare degli Utp riferiti alle imprese locali, in modo da aiutare il rilancio delle aziende in difficoltà».
«Occorrerà trovare soluzioni di garanzia attraverso prepensionamenti volontari, evitare mobilità selvaggia confermando i poli di attività territoriali - ha affermato il segretario generale della Fisac Cgil Giuliano Calcagni - Sarà necessario favorire contemporaneamente l'assunzione di giovani colleghi a partire dalla stabilizzazione dei precari presenti nel gruppo. Serviranno investimenti in tecnologia e innovazione e adeguata formazione».
Al coro si aggiunge anche Emilio Contrasto, segretario generale di Unisin Confsal: «Ancora una volta - ha detto - i lavoratori sono chiamati a gestire le ricadute importanti di un piano strategico che affida alla riduzione del costo del personale una importante leva». —
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