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l’inchiesta dei carabinieri 

Post di Facebook sul “Carpigate” Il sindaco querela la consigliera Medici

Valeria Cammarota
Post di Facebook sul “Carpigate” Il sindaco querela la consigliera Medici

Bellelli si affida ad un legale e procede per diffamazione Denunciato un altro utente social e valutazioni su altri profili

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“Mi sembra di assistere a dispetti tra bambini. Ripeto, Morelli ha agito con il pieno consenso e fiducia di Bellelli, quindi a casa tutti o nessuno. Se vogliamo parlare di favori, uno degli autori del nuovo parco della moda in via dell’Industria ha venduto poco prima dell’autorizzazione, un appartamento alla moglie del sindaco ad un prezzo interessante, ma Carpi è una città piccola ed è lecito pensare sia stato un caso». Questo il contenuto del post di Monica Medici, scritto su Facebook il 7 febbraio scorso, che ora costerà alla candidata sindaco del Movimento 5 Stelle una querela per diffamazione da parte del sindaco. Un atto, quello del primo cittadino, teso a calmare un clima a suo vedere pieno di astio e non più tollerabile.

ALLUSIONI

A occuparsi del caso, l’avvocato Nicola Termanini. «Quella del mio assistito è una reazione mossa dal fatto che, specie dopo la decisione di ritirare le deleghe a Simone Morelli e a Milena Saina, gli utenti dei social si sono scatenati in commenti di ogni genere, spesso anche molto pesanti - spiega - Quanto scritto da Monica Medici risale, nello specifico, al giorno in cui è stato destituito l’ex vice sindaco e a un momento in cui ancora non si conoscevano bene i contenuti del dossier riguardante Bellelli: eppure la consigliera già alludeva a elementi specifici in esso descritti. Sono due i filoni che le si contestano essere calunniosi: il primo riguarda il riferirsi a un accordo tra il sindaco e il suo vice, il secondo l’allusione alla vendita di una casa, da parte di un soggetto ben preciso e a un prezzo di favore, alla moglie di Bellelli». Ora sarà la magistratura a valutare la condotta della consigliera pentastellata e a definire se questa sia stata denigratoria.

campagna di odio

«Non è l'unica persona nei confronti della quale ci si vuole rivalere - continua l’avvocato - Anche un altro cittadino è stato querelato per alcuni commenti molto offensivi pubblicati sui social. Altri post ancora sono poi al nostro vaglio per vedere se sussistano anche in questi casi i presupposti per una denuncia. Erroneamente si pensa che esprimere un’opinione sul web equivalga a uno scherzo, quanto a conseguenze: non è così e quello di Alberto Bellelli vuole essere un segnale, un monito affinché cessi questa campagna ingiuriosa che lo vede protagonista».

UNA MOSSA ANNUNCIATA

Che il sindaco arrivasse a prendere provvedimenti a livello legale rispetto al comportamento di Monica Medici era nell’aria già da giorni, ovvero dal penultimo Consiglio comunale di giovedì 21 febbraio. Al termine della serata, infatti, i pochi che non erano ancora usciti da Palazzo Scacchetti avevano potuto assistere a un acceso diverbio tra Alberto Bellelli e Monica Medici (dopodiché tra l’attivista 5Stelle Alice Aldrovandi e gli assessori Simone Tosi e Stefania Gasparini) riguardo l’ormai noto dossier che la consigliera ha ammesso essere in suo possesso già da novembre. Un dossier diffamatorio, contenente domande tendenziose volte a infangare la reputazione del sindaco, cui la consigliera ha spesso fatto riferimento sui social facendo alternativamente intendere a volte di conoscerne i dettagli, altre no.

“Sei conseguente a quello che hai appena detto”: con queste parole Bellelli aveva salutato la Medici in quell’occasione.

La denuncia non è che un altro dei passi decisivi del sindaco per sbarrare la strada a qualsiasi elemento che possa distogliere la città da un serio dibattito politico. —

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