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I cittadini in trincea per togliere i rifiuti che soffocano l’argine del Panaro

Alberto Setti
I cittadini in trincea per togliere i rifiuti che soffocano l’argine del Panaro

In venti con le Guardie ecologiche hanno recuperato di tutto Riempiti tre camion: «Presto saremo costretti a tornare...»

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In un sacchetto c’erano le orecchie di una pecora. Con tanto di “marchio”. Invece di smaltirle, l’uomo che ha macellato l’animale ha buttato i resti del suo rito nel fiume Panaro. Ma ognuno dei barbari che ha deciso di trasformare un pezzo alla volta il fiume della Bassa in una gigantesca discarica abusiva ci ha messo del suo.

Pneumatici in quantità, alcuni con tanto di cerchione montato. Lavatrici, persino una macchina per fare il caffè. Immancabile un “esotico” paio di mutande rosse. E una quantità esorbitante di rifiuti di ogni altra sorta.

Per affrontare questa guerra di civiltà ieri si sono arruolati almeno venti eroi, di quelli che... fecero l’impresa. Non possono che essere definiti così i cittadini che hanno risposto alla chiamata per sfidare i barbari dei rifiuti, ormai una piaga per il territorio.

A benedire la partenza di questa gente del bene e dell’ambiente, armata di attrezzature e guanti, davanti al municipio, sono arrivati il sindaco Palazzi e l’assessore all’ambiente Borgatti.

A guidarla cinque Guardie ecologiche volontarie, coordinate da Gloria, storica referente del gruppo: «Ringrazio tutti. Avevamo il proposito di pulire l’argine interno sinistro dopo il ponte della tangenziale, verso Bondeno, e l’argine interno sinistro a monte, in località San Lorenzo. Purtroppo c’era talmente tanta roba che abbiamo dovuto concentrarci solo in un tratto. Ma se va tutto bene tra quindici giorni saremo di nuovo qui».

L’esercito degli ecologisti finalesi era stato supportato dai camion di Geovest. Tre quelli che sono stati riempiti di sacchi e consegnati all’isola ecologica, opportunamente suddivisi per tipologie.

Peccato che non fosse noto - a nessuno, visto che i contenitori sul territorio restano gli stessi - che da un paio di giorni occorre distinguere anche le lattine dal vetro, circostanza che ha avviato all’indifferenziato i relativi sacchi.

La prossima volta non accadrà. Nella speranza che la prossima volta i volontari siano pure più numerosi.

«Siamo comunque soddisfatti - spiega Gloria - perché c’erano giovani e donne, non solo uomini. Due erano anche arrivati da fuori Finale, avendo saputo dell’iniziativa. Una signora da Reno e una da Renazzo...».

Chiaro che i punti critici restano tanti, e che al tempo stesso sono in corso le indagini per identificare i due uomini che su un furgone hanno scaricato in due punti 200 bidoni di vernice di scarto di una rivendita commerciale.

«Ma il segnale positivo c’è stato», chiosa l’assessore Gianluca Borgatti.

E di “segnali” ce ne saranno altri: «Dalle orecchie della pecora risaliremo al venditore e al compratore. Verranno ovviamente sanzionati. Come è già accaduto ad altri», garantisce Gloria. Anche perché lo scandalo dell’argine del Panaro ha indignato - quasi - tutti, in questi mesi.

C’era infatti chi aveva messo un cartello a sottolineare il disvalore dello smaltimento illecito di rifiuti. Destinati con le piene a finire inevitabilmente a valle, a Bondeno, in Po, in mare... Ma c’era pure stato chi, provocatoriamente, aveva accusato con “contro-cartelli” di quello scempio le istituzioni, per i prezzi alti dello smaltimento. Un inedito scontro a distanza. Scontro di civiltà. —

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