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I primi 30 anni della Croce Blu al servizio di chi ha bisogno

Valentina Corsini
I primi 30 anni della Croce Blu al servizio di chi ha bisogno

Ieri l’open day. 140 volontari tra la sede di via Posta  e quella di San Martino Spino Operativi a turni ogni giorno con tre ambulanze

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La Croce Blu di Mirandola è stata fondata nel 1989 e ieri, in occasione del trentesimo anniversario, ha aperto la sede di via Posta Vecchia per dare modo a tutti di visitarla, scoprendo le attività dei volontari, le attrezzature ed i mezzi utilizzati.

«Tra la sede di Mirandola e quella di San Martino Spino siamo 140 volontari, dai 17 anni ai 75 - spiega Luigi Casetta, presidente dell’associazione da 14 anni - ci sono tante donne e ultimamente sono arrivati anche molti giovani spinti dall’entusiasmo che cerchiamo di mantenere vivo. Ognuno ha propri compiti, dalle uscite sui mezzi, alla segreteria, all’amministrazione fino alla revisione dei conti che viene svolta da uno dei nostri veterani perché c’è dalla fondazione. Alcuni fondatori sono ancora con noi e li abbiamo da poco premiati. Si opera su turni, dal lunedì al venerdì, e il sabato e la domenica: il weekend è il momento in cui ci sono tanti volontari, mentre in settimana siamo una quindicina e sempre alla ricerca di qualche persona in più. Ci occupiamo prevalentemente di accompagnare le persone in ospedale, per la dialisi ed altre cure, sebbene abbiamo una convenzione con il 118 per gli incidenti. Per i quali i volontari devono avere una preparazione specifica: almeno 40 ore di formazione per uscire sulle ambulanze e 100 ore per intervenire sulle emergenze. Qui a Mirandola abbiamo 3 ambulanze, un pulmino, 2 macchine, un mezzo che funge da posto medico avanzato, e a San Martino altre 3 auto».

Poi la sede, rinnovata post sisma: «Eravamo qui già nel 2009, ma con il terremoto e lo stabile inagibile ci siamo spostati: per un anno e mezzo nel piazzale delle piscine in un container della protezione civile di Bolzano, poi in via 11 Settembre. Infine due anni fa siamo tornati qua in un edificio nuovo, a due piani e con tante stanze. Su una parete della sala attività ci sono un cuore e la sagoma dell’Emilia Romagna con tutti i nomi di chi ha donato per la sede. Mentre la sala corsi, in accordo con il Comune, è aperta a chiunque. Perché la casa della Croce Blu non è solo la casa dei volontari, ma di tutti». —

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