Il Comune fa ricorso al Tar per sbloccare il Polo scolastico
Dopo lo stop arrivato dalla Soprintendenza di Bologna la Giunta non molla «Vogliamo realizzare edifici sicuri, moderni e senza barriere architettoniche»
FIORANO. La Giunta di Francesco Tosi non molla sul polo scolastico di Spezzano ed è pronta a presentare ricorso al Tar contro la bocciatura da parte della Soprintendenza di Bologna al progetto di zona Motta.
«L’amministrazione comunale - spiega la Giunta in una delibera - aveva messo al primo posto gli investimenti per l’edilizia scolastica, con particolare attenzione al problema sismico. La priorità è la sostituzione delle datate scuole dell’infanzia Villa Rossi e primarie Menotti: per questo nel settembre 2016 è stata presentata l’idea del nuovo Polo Scolastico di Spezzano, comprendente una scuola dell’infanzia, una primaria, la palestra e il centro pasti, da realizzarsi in un’area verde a sud di Via Motta a Spezzano. Nella stessa zona doveva essere acquisito un terreno di 15mila metri per la realizzazione di un hospice, capace di accogliere 15 pazienti. L’area era stata prescelta perché aveva un prezzo conveniente ed era in zona idonea allo svolgimento delle funzioni pubbliche destinate».
Un investimento importante che prevedeva un accordo con la System che, con il permesso di ampliare la propria sede, ha messo a disposizione ingenti risorse, come oneri di perequazione, necessari per realizzare parte del polo scolastico. Ma i problemi sono iniziati a dicembre 2017 con il ricorso straordinario al Capo dello Stato, con istanza di sospensione, per il tramite del ministero delle Infrastrutture e Trasporti, presentato da Italia Nostra. Nel febbraio del 2018 l’unico vincolo che gravava sul terreno prescelto era quello legato alla distanza dal torrente Fossa per l’area destinata all’hospice, mentre sul terreno delle scuole non esisteva alcun vincolo. Il primo stop paesaggistico viene introdotto dalla Soprintendenza solo nel febbraio del 2018, per rispetto dei tre edifici monumentali: Castello, Casa Leonardi e Villa Moreali Menotti, con cui si dichiara l’inedificabilità ad eccezione di opere pubbliche nei pressi della viabilità storica esistente (via Motta e via Nirano). La Giunta ha proseguito a confrontarsi con la Soprintendenza per adattare il progetto: sono state effettuate indagini archeologiche propedeutiche alla costruzione delle scuole, è stato ridisegnato il polo scolastico senza il centro pasti e la palestra viene inglobata nella scuola, lasciando più della metà dell’area a parco pubblico. E così a settembre 2018 la Soprintendenza, soddisfatta per le modifiche, invita a presentare l’ultima versione del progetto, che viene inviato pochi giorni dopo. Ma il 18 gennaio 2019 la Soprintendenza comunica la bocciatura del progetto e corregge il vincolo di tutela, stabilendo la totale inedificabilità del sito. Un colpo durissimo per la Giunta che ora presenta ricorso temendo di perdere l’importante contributo della System: «Ribadiamo - prosegue l’amministrazione - la volontà di costruire scuole nuove, con le più alte prestazioni antisismiche, di risparmio energetico e totalmente prive di barriere architettoniche. Tra l’altro non si comprende perché la Soprintendenza abbia posto già tardivamente il primo vincolo per poi negare l’edificabilità, dopo un anno di continua interlocuzione: eventualmente, se il vincolo fosse stato posto subito, nel 2016 o nel 2017, oggi Spezzano avrebbe già la sua nuova scuola dell’infanzia in un’altra sede, sia pure meno idonea e con caratteristiche qualitative inferiori rispetto alla progettazione su via Motta». La parola ora passa al Tar di Bologna. —
GIB
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