Gazzetta di Modena

Modena

VOLANTINAGGIO IN CANALCHIARO 

La crociata di Giovanardi «Stop ai negozi di cannabis»

La crociata di Giovanardi «Stop ai negozi di cannabis»

L’ex-senatore ha guidato una protesta del partito Idea chiamando in causa il ministro Salvini e il sindaco Muzzarelli

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«Cannabis? No grazie». I modenesi si sono visti recapitare decine di volantini con questo slogan. Li distribuivano volontari ed esponenti di Idea – Popolo e Libertà ieri pomeriggio in corso Canalchiaro guidati da Carlo Giovanardi. Si erano dati appuntamento alle 15 davanti alla sede di un negozio della tipologia da loro contestata. È il «Cannabis Store Amsterdam». Le saracinesche erano abbassate e non c’era nessuno della dirigenza per confrontarsi con i manifestanti. Il locale fa parte di un franchising avviato in Olanda. Dal sito si apprende che «è l'unico distributore italiano specializzato in articoli a base di Cannabis commestibili e correlati». «È una vergogna che si moltiplicano questi negozi, finanziati con milioni e milioni di euro da società che stanno incrementando lo sviluppo e la vendita di prodotti che servono a pubblicizzare la cannabis», la posizione di Carlo Giovanardi.

Il leader di Idea ha fatto della lotta alle droghe un punto programmatico in decenni di carriera. Ieri l’ex senatore era in prima linea nella distribuzione di volantini con una mezza dozzina di persone, tra cui i candidati Anna Borelli e Alessandro Magiera e il segretario provinciale Bruno Rinaldi. Qualcuno si è fermato di sua spontanea volontà per chiedere informazioni in più. «Secondo la Cassazione la canapa può essere coltivata a bassa concentrazione di Thc – ha ripreso Giovanardi, citando il principio attivo della cannabis – ma non per la sua commercializzazione, se non per collezione. È chiaro che chi vende invece quei prodotti (in riferimento ai negozi contestati) non lo fa per collezione. In molti città italiane, tali negozi sono stati chiusi. Siamo al centro di Modena, vicino alla chiesa, di fronte al portone del seminario». Gli esponenti di Idea hanno chiesto al sindaco Muzzarelli e al ministro Salvini di «chiudere i negozi che vendono cannabis light, che si stanno moltiplicando nella nostra città, contribuendo così ad un drammatico abbassamento della guardia nella giusta lotta per combattere la “cultura dello sballo”». —

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