Primarie, l’obiettivo a Modena: far tornare i sostenitori ai seggi
Negro (Martina), Di Padova (Giachetti) Molinari (Zingaretti) inviano l’ultimo appello «Partecipare è per dimostrare che la nostra è l’unica vera politica alternativa»
Il primo obiettivo è quello di non portare avanti la progressione che dal 2013 al 2017 ha dimezzato i voti: se nella sfida Renzi-Cuperlo-Civati a Modena avevano votato in 70mila, quattro anni dopo, per incoronare nuovamente il Matteo da Firenze contro Orlando ed Emiliano, ai seggi andarono 36mila modenesi. E anche se nel frattempo c’è stato il disastro del 4 marzo scorso, un anno dopo il Pd modenese proverà a difendere quel numero alle primarie che oggi porteranno iscritti e simpatizzanti a scegliere il nuovo segretario nazionale tra l’ex ministro dell’Agricoltura Maurizio Martina, il governatore della Regione Lazio Nicola Zingaretti e il parlamentare Roberto Giachetti.
A lanciare un appello al voto per Martina è Paolo Negro, ex segretario provinciale dem: «Il nostro primo invito è quello a partecipare alle primarie - spiega - perché il Pd, con tutti i suoi limiti che vogliamo vedere superati, è l’unico possibile perno di una proposta alternativa alla Lega e al Movimento cinque stelle. Pensiamo inoltre che la persona giusta per guidare il cambiamento e la ricostruzione di un nuovo Pd sia Maurizio Martina, che ha avuto il coraggio di caricarsi sulle spalle il partito appena uscito dalla sconfitta del 4 marzo 2018, dimostrando di avere le doti che servono oggi: umiltà, tenacia, dedizione. Maurizio è stato poi un ottimo ministro dell’Agricoltura - chiude Negro - e ha un’esperienza di governo che è un altro ingrediente a nostro avviso necessario: finita l’illusione, tornerà la domanda di competenza e serietà nell’esecutivo».
A sostenere il presidente della Regione Lazio è invece il sindaco di Medolla Filippo Molinari: «Prima le persone - fa sapere - con Nicola Zingaretti il Partito democratico riparte dall’ascolto dei cittadini e dalla presenza in mezzo alla gente. Riparte da un’idea di economia giusta, che cresce, ma con l’ostinazione di ridistribuire la ricchezza prodotta e non lasciare indietro nessuno. Votiamo Zingaretti non per incoronare un leader - chiude Molinari - ma per ricostruire, con lui, un campo largo di centrosinistra. Per l’equità sociale e contro la politica della paura».
Appello per Roberto Giachetti invece dalla consigliera comunale Federica Di Padova. «La mozione Giachetti-Ascani è quella che più sottolinea l’orgoglio riformista - spiega - e non si vergogna degli importanti risultati dei governi di centrosinistra Renzi e Gentiloni: più crescita, più lavoro, più diritti. Votare per Roberto Giachetti significa continuare a credere nella vocazione maggioritaria - conclude la consigliera comunale - nel riformismo e nell’europeismo come valori imprescindibili della nostra azione politica». La palla, ora, passa agli iscritti e ai simpatizzanti dem: si vota oggi dalle 8 alle 20 in 95 seggi allestiti in tutta la provincia (l’elenco completo è consultabile sul sito www.pdmodena.it).
Per votare occorre portare con sé carta d’identità e tessera elettorale e pagare due euro per il sostegno alle spese organizzative (gli iscritti non pagano il contributo). I lavoratori e gli studenti fuori sede, i sedicenni e gli immigrati in possesso di regolare permesso di soggiorno potranno votare se si sono iscritti online entro il 25 febbraio. L’elettore esprimerà il suo voto tracciando un unico segno sul nominativo o sulla lista di uno dei candidati a segretario nazionale: nell’ordine sulla lista Maurizio Martina, Nicola Zingaretti e Roberto Giachetti. —
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