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Un febbraio da record non faceva così caldo da mezzo secolo

Saverio Cioce
Un febbraio da record non faceva così caldo da mezzo secolo

Per Arpae temperature anomale forse per altri 10 giorni «La siccità avanza. I bacini sono semivuoti, serve pioggia»

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Un'ondata di caldo eccezionale quella degli ultimi quattro giorni e che trova una conferma ufficiale dai dati conservati dall'Arpae.

Secondo le temperature registrate dall'Agenzia Regionale per l'Ambiente (Arpae) la giornata più calda di febbraio è stata quella di mercoledì 27 quando le centraline hanno registrato in città una temperatura massima di 21,6°.

Un'enormità se si tiene conto che siamo a febbraio, che la fine dell'inverno ufficiale è ancora lontana. Per dare un'idea dell'eccezionalità dell'evento bisogna risalire al febbraio del 1963 per rintracciare una punta così calda nello stesso mese; il 2 febbraio di quell'anno sotto la Ghirlandina la colonnina del termometro toccò i 24°.

Ma che si tratti di un record, quello dell' altro giorno e di tutto il mese di febbraio, se ne sono accorti tutti e non solo gli specialisti del meteo. Questi ultimi però hanno dalla loro parte la serie storica delle rilevazioni, eseguite per di più secondo standard omogenei, accreditati in tutto il mondo.

Bene, ancora una volta l'elenco delle temperature immagazzinate dai computer dell' Arpae dimostra per Modena quanto non solo l'ultima decade del mese appena finito, ma più in generale tutto il mese di febbraio e il resto dell'inverno portino l'ennesima conferma del surriscaldamento del clima alla nostre latitudini.

«I bacini idrici semivuoti e la frequenza degli incendi anche in montagna dimostrano la siccità che avanza – sottolinea Andrea Selvini, specialista del settore meteo nell'Arpa – E' vero che a novembre le piogge sono state abbondanti ma poi, salvo qualche sporadica precipitazione, una rara nevicata in montagna, non si è visto più nulla.C'è stata invece la mezza alluvione di pochi giorni fa ma non è servita certo a rifornire le riserve idriche. Il risultato pratico? Precipitazioni e riserve più che dimezzate. Se non è ancora emergenza non ci manca molto. E per ora, dalle mappe in quota, non si vede un'inversione di tendenza. Mi spingerei a dire che per un'altra decina di giorni le piogge, quelle vere di primavera, si faranno desiderare». —



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