«Il Tar riporta la regolarità nelle strutture ricettive»
La sentenza impone il rispetto della normativa sugli affitti brevi con il pagamento della cedolare secca del 21% a partire dal settembre 2017
«La sentenza del Tar del Lazio che ha respinto il ricorso di Airbnb imponendo il rispetto della normativa sugli affitti brevi è un’ottima notizia anche per le imprese modenesi del settore ricettivo che operano da sempre nella legalità». È il commento di Assohotel Confesercenti Modena dopo la sentenza del Tar del Lazio che respinge il ricorso del noto sito di affittanze turistiche contro la norma che impone il pagamento della cedolare secca del 21% sugli affitti brevi a partire dal 12 settembre del 2017.
«La richiesta di sospensiva della legge - continua Assohotel Confesercenti - che, quindi, è pienamente operativa, compresa la parte sulle sanzioni per le eventuali inadempienze, era già stata respinta dal Tar del Lazio e dal Consiglio di Stato. La norma, del resto, è molto chiara e prevede che le piattaforme online trattengano direttamente dagli utenti il 21% di tasse dai compensi destinati agli host, i proprietari delle strutture, da versare direttamente al Fisco. Ci troviamo, dunque, in presenza di quasi un anno e mezzo di inadempienza con un mancato versamento di diversi milioni di euro anche per quel che riguarda la realtà dell’Emilia-Romagna, Modena compresa. Nella sola città si contano oltre 500 alloggi disponibili sul noto sito di locazione senza contare gli ulteriori su altri portali. Risorse importanti che potevano servire per migliorare il prodotto turistico delle nostre località sia in termini di infrastrutture che adeguamento dell’offerta. A questo si aggiunge l’evidente disparità di adempimenti e carico fiscale fra strutture ricettive e queste nuove forme di ospitalità che creano spesso una concorrenza sleale difficilmente sostenibile».
L’ultima rilevazione dell’Ufficio Studi di Confesercenti Emilia Romagna a settembre 2018 ha messo in evidenzia un’ampia offerta di proposte di alloggi extralberghieri in Regione, 11.727 annunci, pubblicati sul portale Airbnb. «Bene ha fatto la Regione a non cedere alla tentazione di sottoscrivere accordi che non avrebbero garantito il pieno rispetto della legalità», conclude Assohotel Confesercenti Modena. —
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