«Tante delusioni dal partito ma si può ancora cambiare»
Code anche ai seggi modenesi e tra i sostenitori democratici prevale la voglia di credere che un’alternativa nazionale anche a breve sia possibile
Più forte delle delusioni, il popolo del Pd si è rimesso in marcia. A migliaia hanno risposto all’appello del Partito democratico per partecipare ieri alle primarie. I seggi sono rimasti aperti dalle 8 alle 20. Verso le 11 l’affluenza era già alta, a partire dalla “roccaforte” di piazza Redecocca. La sala di quartiere del centro storico era un contenitore osmotico in cui gli elettori entravano e uscivano quasi senza soluzione di continuità. Almeno nel corso della mattinata l’affluenza vedeva soprattutto persone ultracinquantenni presentarsi davanti ai seggi. Nel pomeriggio, assicurano dal partito, si sono visti anche più giovani.
«Di giovani impegnati ne servirebbero di più», ha ammesso Olga Soffritti dopo aver indicato la propria preferenza. La ragazza ha spiegato che «soprattutto nella nostra Regione e nel nostro Paese è un nostro dovere, dei giovani e di tutte le altre persone, votare». La critica è salita d’intensità con l’imbiancarsi dei capelli. «Siamo scemi noi», ha spiegato con il sorriso sulle labbra (e in modo più colorito) Amos Maioli, ex partigiano, per motivare la scelta di votare alle primarie. «Nonostante le grandi delusioni che ci ha dato il Pd – ha fatto eco Anna Maria Previdi – siamo ancora l’unica forza che può contrastare questo governo terrificante».
«Votare è importante in democrazia, anche all’interno della vita di un partito che è democratico, per la possibilità di esercitare un diritto – ha rimarcato Davide Mazzi – e perché è giusto esprimere una preferenza in ambito politico».
Una possibilità gratuita… o quasi. Come da tradizione, infatti, gli elettori hanno dovuto presentare un contributo di due euro assieme alla tessera elettorale. Un volontario era dedicato alla tesoreria mentre tutti gli altri preparano le schede e le distribuivano in base al cognome degli elettori. Non sono mancati i casi di coloro che si sono presentati al seggio pur appartenendo a un altro. La linea seguita è stata quella di presentarsi alla distribuzione delle schede dopo aver avuto rassicurazioni dal presidente o dal vicepresidente di seggio che non vi fossero problemi. «Finalmente vediamo il popolo rispondere agli appelli – ha garantito Teo Vetrugno, ingranaggio della macchina organizzativa Pd – e anche i colleghi degli altri seggi stanno vedendo lo stesso tipo di “panorama” con molte persone». Lo ha confermato una visita poco dopo nella piccola sede presso la polisportiva Virtus. Verso mezzogiorno vi erano ancora decine di persone con schede e bandiere dell’Europa in risposta all’appello dell’ex premier Romano Prodi. «Non sarei stata a casa, assolutamente no – ha riconosciuto Niva Malavasi – perché non mi piace il Governo e si deve cambiare». «Speriamo in un cambiamento – ha concluso Raffaele Settembre – e in un rinnovamento nel Pd: è il momento giusto per farlo». —
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