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Carpi, i Nas sequestrano 8 milioni di litri di aceto "De Nigris"

Carpi, i Nas sequestrano 8 milioni di litri di aceto "De Nigris"

L'ingrediente non risulterebbe conforme a quanto sancito dal disciplinare Igp. Il Gruppo: "Siamo parte lesa"

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CARPI. Blitz dei Nas e dei carabinieri della Compagnia di Carpi questa mattina, 5 marzo, presso l'azienda Acetifici Italiani della famiglia De Nigris, a Santa Croce. Sono otto i milioni di litri di aceto che, secondo i primi accertamenti, non risulterebbero conformi alle norme stabilite dal disciplinare di produzione di aceto balsamico Igp. E di conseguenza sono stati sequestrati

Il Gruppo specifica di essere parte lesa nell'ambito di una più grande operazione avviata dai Nas. "L’azienda Acetifici Italiani Modena  così come altre aziende del territorio che producono Aceto Balsamico di Modena  nella provincia sta collaborando in queste ore con la Polizia giudiziaria e con la Procura di Foggia nell’individuazione di fonti di prova nell’ambito di un procedimento penale che riguarda esclusivamente soggetti pugliesi nella commercializzazione di mosto d’uva destinato alla produzione di Aceto Balsamico di Modena IGP. Si tratta di procedimento nell’ambito del quale le aziende locali sono parti offese di una serie di illeciti asseritamente perpetrati dalle persone indagate nella commercializzazione di un prodotto del quale sostanzialmente la regione Puglia detiene il monopolio".

L'INCHIESTA NAZIONALE

In totale, nell'ambito dell'inchiesta, sono stati sequestrati 91mila quintali di mosti e prodotti vinosi per un valore di circa 15 milioni di euro.

L'indagine, diretta dalla Procura della Repubblica di Foggia è condotta dai Carabinieri del NAS di Bari e dagli Ispettori del ICQRF (Ispettorato Centrale Repressione Frodi) Sud Est, che hanno eseguito tra Puglia, Sicilia, Campania, Lazio ed Emilia Romagna 21 decreti di perquisizione presso alcuni stabilimenti di trasformazione e commercializzazione di prodotti vinosi.

L'ipotesi investigativa riguarda l'utilizzo fraudolento di uva da tavola trasformata in mosto per la produzione di aceto. In particolare è stato accertato che uno stabilimento del foggiano, grazie all'opera di aziende intermediarie e di trasporti, commercializzava migliaia di quintali di mosto utilizzando documenti di trasporto che attestavano falsamente la qualità del prodotto e la provenienza del mosto da uve da vino Trebbiano e Sangiovese idonee alla produzione di Aceto Balsamico Modena. In realtà - hanno accertato gli inquirenti - si trattava di mosto ricavato da uve da mensa.

La contraffazione del prodotto si completava in un'azienda salentina la quale, a sua volta, dopo ulteriori operazioni di sofisticazione, lo rimetteva in commercio destinandolo ad aziende acetaie emiliane al momento estranee all'illecita attività. Al termine delle indagini sono stati anche sequestrati 15 mila euro in contanti e numerosa documentazione commerciale.

 

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