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gli interventi 

Già in settimana un restauratore partirà con i lavori

S.L.

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Con ogni probabilità già durante la settimana un restauratore verrà incaricato di rimuovere scritta e imbrattamento sul leone della Porta Regia. Lo dice l’ufficio beni culturali della Diocesi: «Abbiamo trasmesso oggi (ieri, ndr), come prevede la normativa, alla Soprintendenza di Bologna la comunicazione ufficiale dell'“atto vandalico”, corredata da fotografie del danno e da una prima valutazione del possibile intervento. Il documento spedita a Bologna è a cura dell'architetto Elena Silvestri, tecnico di fiducia della Basilica. Nei prossimi giorni, probabilmente in settimana, appena l’ufficio statale di tutela avrà recepito la nostra segnalazione, verrà incaricato un restauratore di fare le verifiche».

Il tecnico ancora non è stato individuato: «Faremo le verifiche puntuali - concludono dall’arcidiocesi - e definiremo l'intervento migliore da effettuare per rimuovere completamente l'imbrattamento senza arrecare danno al leone scolpito». Sul tema interviene anche il “padrone di casa”, l’arciprete maggiore della cattedrale don Luigi Biagini: «Che i genitori si siano fatti vivi è un atto apprezzabile perché è stato ben compreso l’errore. Certo, con un po’ di sorveglianza in più si sarebbe evitato quest’atto triste. Credo vada detto solo questo». Quanto al leone, ora resta da capire quale sia l’entità del danno. La prima mossa tocca alla Soprintendenza Archeologica, belle arti e paesaggio di Bologna, Modena, Reggio e Ferrara con la soprintendente Cristina Ambrosini: «Siamo in contatto con la Curia e il Comune al fine di effettuare le valutazioni tecniche sull’entità del danno subito e concordare il successivo intervento di restauro». Francesca Piccinini, direttrice del sito Unesco , sentita prima della diffusione del ritrovamento del “colpevole”, invita alla tranquillità: «Si tratta di situazioni che possono anche accadere, certo è un problema di sensibilità delle persone perché ad alcuni manca la civiltà. Noi e i proprietari della curia seguiamo tutte le regole che impone il Codice dei beni culturali, con la Soprintendenza che darà le prescrizioni sul restauro. Ricordo che il leone non è stato preso a martellate: è un gesto che non si fa e certo se ci sarà la possibilità di avere maggiori controlli nei momenti di forte affluenza in piazza Grande ciò non sarà un male. Il sito però non deve essere imbalsamato, quindi vanno bene le persone che si siedono sul bancale del Duomo a leggere il giornale o a bere un sorso d’acqua. Certo lì non si possono consumare i pasti, mi pare ovvio». —

S.L.

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